Il presente lavoro di tesi analizza il turismo sessuale in Thailandia non come fenomeno di devianza, ma come infrastruttura economica strutturale che connette la marginalità rurale dell’Isan ai flussi del capitale globale. Attraverso una lente intersezionale e decoloniale, l’indagine esplora come il corpo della donna migrante sia diventato un territorio politico e un welfare vivente per il villaggio d'origine. L'elaborato ricostruisce inizialmente le radici post-coloniali dell'Orientalismo erotico, per poi focalizzarsi sul paradosso dell'illegalità tollerata e dell'estrattivismo di genere esercitato dallo Stato. Il cuore della ricerca risiede nell'analisi del delicato rapporto tra il turista occidentale e la migrante thailandese, cis o transgender, e nel love work, documentando come la transizione verso la figura della mia farang เมยีฝรัง, la moglie dello straniero, rappresenti un sofisticato progetto di mobilità sociale. Attraverso l'uso strategico delle tecnologie digitali e la gestione delle rimesse visibili nelle bān farang บา้นฝรั่ง, le case degli stranieri, le lavoratrici ridefiniscono le gerarchie di classe e il prestigio sociale nell'Isan, trasformando il matrimonio transnazionale in uno strumento di potere domestico. Infine, la tesi affronta le conseguenze biopolitiche dello stigma e le strategie di resistenza collettive promosse dalla Empower Foundation. L’obiettivo finale è rivendicare una decolonizzazione della tutela che superi il ricatto del bun khun บุญคุณ, ovvero la pietà filiale, restituendo alla donna dell’Isan il ruolo di stratega di mondi transnazionali e attrice politica indomita della modernità globale.

Il prezzo del piacere: desiderio occidentale e vite locali nell’industria turistica thailandese

VERRASCINA, ALICE
2024/2025

Abstract

Il presente lavoro di tesi analizza il turismo sessuale in Thailandia non come fenomeno di devianza, ma come infrastruttura economica strutturale che connette la marginalità rurale dell’Isan ai flussi del capitale globale. Attraverso una lente intersezionale e decoloniale, l’indagine esplora come il corpo della donna migrante sia diventato un territorio politico e un welfare vivente per il villaggio d'origine. L'elaborato ricostruisce inizialmente le radici post-coloniali dell'Orientalismo erotico, per poi focalizzarsi sul paradosso dell'illegalità tollerata e dell'estrattivismo di genere esercitato dallo Stato. Il cuore della ricerca risiede nell'analisi del delicato rapporto tra il turista occidentale e la migrante thailandese, cis o transgender, e nel love work, documentando come la transizione verso la figura della mia farang เมยีฝรัง, la moglie dello straniero, rappresenti un sofisticato progetto di mobilità sociale. Attraverso l'uso strategico delle tecnologie digitali e la gestione delle rimesse visibili nelle bān farang บา้นฝรั่ง, le case degli stranieri, le lavoratrici ridefiniscono le gerarchie di classe e il prestigio sociale nell'Isan, trasformando il matrimonio transnazionale in uno strumento di potere domestico. Infine, la tesi affronta le conseguenze biopolitiche dello stigma e le strategie di resistenza collettive promosse dalla Empower Foundation. L’obiettivo finale è rivendicare una decolonizzazione della tutela che superi il ricatto del bun khun บุญคุณ, ovvero la pietà filiale, restituendo alla donna dell’Isan il ruolo di stratega di mondi transnazionali e attrice politica indomita della modernità globale.
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IL PREZZO DEL PIACERE. DESIDERIO OCCIDENTALE E VITE LOCALI NELL'INDUSTRIA TURISTICA THAILANDESE.pdf

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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/27737