Nella Spagna degli anni Settanta, per rispondere alla domanda di un nuovo pubblico borghese e urbanizzato, il produttore José Luis Dibildos avvia un progetto cinematografico denominato Tercera Vía, volto a trovare una sintesi tra il Viejo Cine Español di stampo conservatore, rappresentato dalle commedie popolari landiste, e il Nuevo Cine Español, di carattere autoriale e politicamente progressista. A lungo trascurata in ambito accademico, questa corrente è stata recentemente riscoperta da Ana Asion Suñer, che ne ha evidenziato gli elementi di modernità. La presente tesi si propone di confrontarsi con tale prospettiva, soffermandosi tuttavia sugli aspetti di contraddizione che caratterizzano la Tercera Vía: pur presentando tratti progressisti, essa mantiene numerosi legami con la tradizione. Il lavoro si articola in tre capitoli: il primo, attraverso l’analisi delle interviste a Dibildos e dei materiali promozionali dei film, si concentra sullo spazio della produzione; il secondo esamina lo spazio della ricezione, prendendo in considerazione articoli critici e lettere inviate dai lettori alle riviste specializzate, al fine di confermare la natura polisemica della corrente e la polarizzazione delle opinioni a essa riferite. Il terzo capitolo adotta infine una prospettiva incrociata tra Star Studies e Gender Studies per indagare le contraddizioni insite nei nuovi modelli di genere proposti dai due principali interpreti del ciclo: María Luisa San José e José Sacristán.
Nuevos españoles? La Tercera Vía come specchio di un paese in contraddizione
PETRASSO, NOEMI
2024/2025
Abstract
Nella Spagna degli anni Settanta, per rispondere alla domanda di un nuovo pubblico borghese e urbanizzato, il produttore José Luis Dibildos avvia un progetto cinematografico denominato Tercera Vía, volto a trovare una sintesi tra il Viejo Cine Español di stampo conservatore, rappresentato dalle commedie popolari landiste, e il Nuevo Cine Español, di carattere autoriale e politicamente progressista. A lungo trascurata in ambito accademico, questa corrente è stata recentemente riscoperta da Ana Asion Suñer, che ne ha evidenziato gli elementi di modernità. La presente tesi si propone di confrontarsi con tale prospettiva, soffermandosi tuttavia sugli aspetti di contraddizione che caratterizzano la Tercera Vía: pur presentando tratti progressisti, essa mantiene numerosi legami con la tradizione. Il lavoro si articola in tre capitoli: il primo, attraverso l’analisi delle interviste a Dibildos e dei materiali promozionali dei film, si concentra sullo spazio della produzione; il secondo esamina lo spazio della ricezione, prendendo in considerazione articoli critici e lettere inviate dai lettori alle riviste specializzate, al fine di confermare la natura polisemica della corrente e la polarizzazione delle opinioni a essa riferite. Il terzo capitolo adotta infine una prospettiva incrociata tra Star Studies e Gender Studies per indagare le contraddizioni insite nei nuovi modelli di genere proposti dai due principali interpreti del ciclo: María Luisa San José e José Sacristán.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/25821