La tesi indaga come il cinema di Pier Paolo Pasolini, Andrej Tarkovskij e Lars von Trier dia forma al sacro, attraverso tre nuclei: fede, peccato e sofferenza. A partire dagli studi raccolti da John Lyden e dalle riflessioni di Eliade, Girard, Agamben e Kierkegaard, il sacro non è inteso come tema, ma come esperienza che il linguaggio cinematografico rende possibile. In Pasolini, erede del cattolicesimo, l'immagine è rappresentativa e narrativa: da I Turcs tal Friùl al Vangelo secondo Matteo fino a Salò, il sacro si manifesta nei corpi degli ultimi, in conflitto con il potere e la società dei consumi. In Tarkovskij, erede della teologia ortodossa dell'icona, l'immagine è epifanica: da Andrej Rublëv a Sacrificio, il sacro non viene raccontato ma lasciato apparire nella durata. In von Trier, di ambiente protestante, l'immagine è aniconica: da Le onde del destino a Melancholia, il divino affiora solo per sottrazione, nel corpo sofferente. Ne emerge che le istituzioni religiose falliscono, ma il sacro continua ad affiorare in gesti minimi e fragili che, pur senza salvare, impediscono al male di avere l'ultima parola.
Il Sacro in immagine: fede, peccato e sofferenza nel cinema di Pier Paolo Pasolini, Lars von Trier e Andrej Tarkovskij
MARCELLO, GIROLAMO
2025/2026
Abstract
La tesi indaga come il cinema di Pier Paolo Pasolini, Andrej Tarkovskij e Lars von Trier dia forma al sacro, attraverso tre nuclei: fede, peccato e sofferenza. A partire dagli studi raccolti da John Lyden e dalle riflessioni di Eliade, Girard, Agamben e Kierkegaard, il sacro non è inteso come tema, ma come esperienza che il linguaggio cinematografico rende possibile. In Pasolini, erede del cattolicesimo, l'immagine è rappresentativa e narrativa: da I Turcs tal Friùl al Vangelo secondo Matteo fino a Salò, il sacro si manifesta nei corpi degli ultimi, in conflitto con il potere e la società dei consumi. In Tarkovskij, erede della teologia ortodossa dell'icona, l'immagine è epifanica: da Andrej Rublëv a Sacrificio, il sacro non viene raccontato ma lasciato apparire nella durata. In von Trier, di ambiente protestante, l'immagine è aniconica: da Le onde del destino a Melancholia, il divino affiora solo per sottrazione, nel corpo sofferente. Ne emerge che le istituzioni religiose falliscono, ma il sacro continua ad affiorare in gesti minimi e fragili che, pur senza salvare, impediscono al male di avere l'ultima parola.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/31097