Il presente studio analizza la dimensione relazionale del fundraising culturale per i musei di prossimità, presidi territoriali spesso gestiti da enti non-profit del Terzo settore. Partendo dalla definizione ICOM di museo, codificata a Praga nel 2022, e dalla Convenzione di Faro del 2005, il lavoro definisce il concetto di “museo di prossimità” evidenziandone limiti e opportunità. Considerando il fundraising una leva per il sostegno economico-finanziario, si è esaminata la normativa vigente sul Terzo settore e sulle attività di raccolta fondi. L’analisi si è concentrata quindi sul Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno (TV) come caso studio. Attraverso l’analisi degli stakeholder, delle risorse e delle capabilities dell’ente, nonché delle precedenti attività di fundraising, è stato elaborato un piano di raccolta fondi orientato a rafforzare il rapporto tra il museo e il territorio. Il coinvolgimento di enti pubblici, cittadini, community e aziende, grazie al funding mix, evidenzia come il fundraising contribuisca a generare un vantaggio competitivo quando trasforma gli stakeholder da semplici finanziatori in soggetti co-partecipi alla mission del museo. La diversificazione degli strumenti di raccolta fondi, infatti, favorisce la creazione di un sistema di networking territoriale orientato alla condivisione dei valori culturali, integrando la sostenibilità economica con l’engagement della comunità e rafforzando il ruolo socioculturale del museo nel proprio contesto.

La dimensione relazionale del fundraising culturale nei musei di prossimità. Analisi e proposta per il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno (TV)

POZZOBON, BEATRICE
2025/2026

Abstract

Il presente studio analizza la dimensione relazionale del fundraising culturale per i musei di prossimità, presidi territoriali spesso gestiti da enti non-profit del Terzo settore. Partendo dalla definizione ICOM di museo, codificata a Praga nel 2022, e dalla Convenzione di Faro del 2005, il lavoro definisce il concetto di “museo di prossimità” evidenziandone limiti e opportunità. Considerando il fundraising una leva per il sostegno economico-finanziario, si è esaminata la normativa vigente sul Terzo settore e sulle attività di raccolta fondi. L’analisi si è concentrata quindi sul Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno (TV) come caso studio. Attraverso l’analisi degli stakeholder, delle risorse e delle capabilities dell’ente, nonché delle precedenti attività di fundraising, è stato elaborato un piano di raccolta fondi orientato a rafforzare il rapporto tra il museo e il territorio. Il coinvolgimento di enti pubblici, cittadini, community e aziende, grazie al funding mix, evidenzia come il fundraising contribuisca a generare un vantaggio competitivo quando trasforma gli stakeholder da semplici finanziatori in soggetti co-partecipi alla mission del museo. La diversificazione degli strumenti di raccolta fondi, infatti, favorisce la creazione di un sistema di networking territoriale orientato alla condivisione dei valori culturali, integrando la sostenibilità economica con l’engagement della comunità e rafforzando il ruolo socioculturale del museo nel proprio contesto.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/30141