La tesi analizza i Quadri di un’esposizione di Modest Petrovič Musorgskij come caso significativo di dialogo tra arti visive e musica nella cultura russa di fine Ottocento. Composta nel 1874 in memoria dell’amico Viktor Aleksandrovič Hartmann, la suite pianistica nasce dall’esperienza della mostra commemorativa organizzata a San Pietroburgo dopo la morte dell’artista. Il lavoro intende mostrare come Musorgskij non si limiti a descrivere musicalmente alcune opere figurative, ma trasformi l’esperienza della visione, del ricordo e del lutto in un percorso sonoro unitario. La ricerca prende avvio dalla figura di Musorgskij, dalla sua formazione e dal contesto culturale in cui matura la sua poetica. Particolare attenzione viene riservata al rapporto con la Mogučaja kučka, alla ricerca di una musica autenticamente russa e al realismo musorgskijano, inteso non come semplice riproduzione del reale, ma come esigenza di verità espressiva. In seguito, viene presentata la figura di Viktor Hartmann, artista, architetto e disegnatore vicino all’ambiente culturale sostenuto da Vladimir Stasov, mettendo in evidenza il ruolo dell’amicizia con Musorgskij, della morte prematura dell’artista e della mostra postuma del 1874 nella genesi dei Quadri. La parte teorica affronta il tema della sinestesia, delle corrispondenze sensoriali e del dialogo tra le arti, distinguendo l’uso percettivo del termine dalla sua funzione estetica e simbolica. Attraverso il riferimento alla cultura romantica, al Simbolismo, a Baudelaire e Rimbaud, la tesi costruisce una cornice utile a interpretare il rapporto fra immagine e suono non come equivalenza diretta, ma come processo di trasformazione tra linguaggi diversi. In questa prospettiva, vengono richiamate anche le nozioni di traduzione intersemiotica, ekphrasis musicale e trasposizione interartistica. La ricerca adotta un approccio storico, intermediale e analitico, fondato sul confronto tra fonti documentarie, immagini superstiti, bibliografia critica e osservazione della partitura pianistica originale. L’obiettivo della tesi è mostrare che nei Quadri di un’esposizione il rapporto tra immagine e suono non è illustrativo o meccanico. Le opere di Hartmann vengono interiorizzate, attraversate dalla memoria dell’amicizia e restituite in una nuova forma temporale. La suite diventa così una drammaturgia dell’ascolto, in cui immagine, suono, corpo, memoria e percezione dialogano tra loro.

Dalla visione all’ascolto. I Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij tra memoria, sinestesia e traduzione intersemiotica.

GALLINA, ANNA
2025/2026

Abstract

La tesi analizza i Quadri di un’esposizione di Modest Petrovič Musorgskij come caso significativo di dialogo tra arti visive e musica nella cultura russa di fine Ottocento. Composta nel 1874 in memoria dell’amico Viktor Aleksandrovič Hartmann, la suite pianistica nasce dall’esperienza della mostra commemorativa organizzata a San Pietroburgo dopo la morte dell’artista. Il lavoro intende mostrare come Musorgskij non si limiti a descrivere musicalmente alcune opere figurative, ma trasformi l’esperienza della visione, del ricordo e del lutto in un percorso sonoro unitario. La ricerca prende avvio dalla figura di Musorgskij, dalla sua formazione e dal contesto culturale in cui matura la sua poetica. Particolare attenzione viene riservata al rapporto con la Mogučaja kučka, alla ricerca di una musica autenticamente russa e al realismo musorgskijano, inteso non come semplice riproduzione del reale, ma come esigenza di verità espressiva. In seguito, viene presentata la figura di Viktor Hartmann, artista, architetto e disegnatore vicino all’ambiente culturale sostenuto da Vladimir Stasov, mettendo in evidenza il ruolo dell’amicizia con Musorgskij, della morte prematura dell’artista e della mostra postuma del 1874 nella genesi dei Quadri. La parte teorica affronta il tema della sinestesia, delle corrispondenze sensoriali e del dialogo tra le arti, distinguendo l’uso percettivo del termine dalla sua funzione estetica e simbolica. Attraverso il riferimento alla cultura romantica, al Simbolismo, a Baudelaire e Rimbaud, la tesi costruisce una cornice utile a interpretare il rapporto fra immagine e suono non come equivalenza diretta, ma come processo di trasformazione tra linguaggi diversi. In questa prospettiva, vengono richiamate anche le nozioni di traduzione intersemiotica, ekphrasis musicale e trasposizione interartistica. La ricerca adotta un approccio storico, intermediale e analitico, fondato sul confronto tra fonti documentarie, immagini superstiti, bibliografia critica e osservazione della partitura pianistica originale. L’obiettivo della tesi è mostrare che nei Quadri di un’esposizione il rapporto tra immagine e suono non è illustrativo o meccanico. Le opere di Hartmann vengono interiorizzate, attraversate dalla memoria dell’amicizia e restituite in una nuova forma temporale. La suite diventa così una drammaturgia dell’ascolto, in cui immagine, suono, corpo, memoria e percezione dialogano tra loro.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
GALLINA_ANNA_875613.pdf

accesso aperto

Dimensione 6.01 MB
Formato Adobe PDF
6.01 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/29921