La presente tesi propone una rilettura della figura del personaggio ‘pervertito comico’ negli shōnen manga attraverso la teoria dell’umorismo di Luigi Pirandello. Tradizionalmente interpretato come espediente di comic relief o forma di fan service, questo personaggio viene analizzato come una figura con il potenziale di rivelare le tensioni, contraddizioni e fragilità legate alle rappresentazioni della mascolinità giapponese contemporanea. L’analisi si concentra perciò su quattro manga pubblicati sulla rivista giapponese Weekly Shōnen Jump – Dragon Ball (1984-1995), Naruto (1999-2014), My Hero Academia (2014-2024) e Chainsaw Man (2018-2026) – con l’obiettivo di osservare l’evoluzione del trope narrativo nell’arco degli ultimi quarant’anni circa. Il quadro teorico integra la teoria del database character di Azuma Hiroki e la distinzione tra kyara e kyarakutā elaborata da Itō Gō. Questi due strumenti consentono di comprendere come tali personaggi siano spesso costruiti a partire da tratti stereotipati e immediatamente riconoscibili. Attraverso la prospettiva pirandelliana, la ricerca indaga se, e in quale misura, la reiterazione delle gag erotiche e il costante fallimento relazionale che caratterizzano questi personaggi possano essere letti non soltanto come fonti di comicità per il lettore, ma anche come manifestazioni delle contraddizioni nei modelli di mascolinità. L’analisi evidenzia inoltre una progressiva trasformazione del trope: dai personaggi più vicini alla logica del kyara – utilizzati prevalentemente come dispositivi comici stereotipati – fino a figure più complesse e vicine al kyarakutā, nelle quali il desiderio assume una funzione narrativa ed esistenziale. La tesi sostiene dunque che il personaggio ‘pervertito comico’, pur mantenendo la propria funzione comica e problematica, possa essere interpretato come una figura umoristica nel senso pirandelliano del termine: una maschera che, attraverso le proprie crepe, rende visibili le tensioni tra desiderio, identità maschile e aspettative sociali.
Oltre la gag: il personaggio ‘pervertito comico’ come figura umoristica negli shōnen manga
BONANOMI, ALESSIA
2025/2026
Abstract
La presente tesi propone una rilettura della figura del personaggio ‘pervertito comico’ negli shōnen manga attraverso la teoria dell’umorismo di Luigi Pirandello. Tradizionalmente interpretato come espediente di comic relief o forma di fan service, questo personaggio viene analizzato come una figura con il potenziale di rivelare le tensioni, contraddizioni e fragilità legate alle rappresentazioni della mascolinità giapponese contemporanea. L’analisi si concentra perciò su quattro manga pubblicati sulla rivista giapponese Weekly Shōnen Jump – Dragon Ball (1984-1995), Naruto (1999-2014), My Hero Academia (2014-2024) e Chainsaw Man (2018-2026) – con l’obiettivo di osservare l’evoluzione del trope narrativo nell’arco degli ultimi quarant’anni circa. Il quadro teorico integra la teoria del database character di Azuma Hiroki e la distinzione tra kyara e kyarakutā elaborata da Itō Gō. Questi due strumenti consentono di comprendere come tali personaggi siano spesso costruiti a partire da tratti stereotipati e immediatamente riconoscibili. Attraverso la prospettiva pirandelliana, la ricerca indaga se, e in quale misura, la reiterazione delle gag erotiche e il costante fallimento relazionale che caratterizzano questi personaggi possano essere letti non soltanto come fonti di comicità per il lettore, ma anche come manifestazioni delle contraddizioni nei modelli di mascolinità. L’analisi evidenzia inoltre una progressiva trasformazione del trope: dai personaggi più vicini alla logica del kyara – utilizzati prevalentemente come dispositivi comici stereotipati – fino a figure più complesse e vicine al kyarakutā, nelle quali il desiderio assume una funzione narrativa ed esistenziale. La tesi sostiene dunque che il personaggio ‘pervertito comico’, pur mantenendo la propria funzione comica e problematica, possa essere interpretato come una figura umoristica nel senso pirandelliano del termine: una maschera che, attraverso le proprie crepe, rende visibili le tensioni tra desiderio, identità maschile e aspettative sociali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29604