Gli attuali modelli generativi (LLMs) affondano le loro radici epistemologiche nella teoria dell'informazione, definendo il linguaggio, come afferma Leif Weatherby, attraverso un'ipotesi differenziale di termini stocasticamente distribuiti tra di loro. Il linguaggio, perdendo l'ancoraggio sul referente può essere descritto entro uno spazio latente autoriferito, secondo i dettami strutturalisti della nozione di simbolo: un LLM è da considerare una mera riproduzione linguistica casuale, senza alcuna intenzionalità oppure un dispositivo che stringe una relazione parassitaria con l'uomo che fornisce costantemente informazioni su di sé? Dopo aver analizzato il processo di "attention", ovvero l'architettura che permette di generare risposte sempre nuove, si arriva a stabilire se i modelli siano fautori di una vera creazione di contenuto oppure no. L'informazione veicolata non è rilevante perché innovante e originale, ma a causa della sua elevata probabilità di essere calcolata come adeguata estensione del messaggio. È fuorviante allora ritenere i modelli produttori di nuova cultura; ciò che producono è una ri-distribuzione delle occorrenze passate, senza innovare per davvero. Inoltre, l'ipotesi differenziale esclude l'influenza corporativistica sui modelli, aspetto che viene ripreso e analizzato secondo i concetti deleuziani di assemblaggio, corpo-senza-organi e parola d'ordine; le semiotiche miste di Guattari mirano a ridimensionare la centralità delle semiologie di significazione, vedendole effetto formale di una sostanza già costituita di una struttura a-semiotica.

Strutture in trasformazione. Un'analisi semiotica dei modelli generativi.

VISENTIN, ETTORE
2025/2026

Abstract

Gli attuali modelli generativi (LLMs) affondano le loro radici epistemologiche nella teoria dell'informazione, definendo il linguaggio, come afferma Leif Weatherby, attraverso un'ipotesi differenziale di termini stocasticamente distribuiti tra di loro. Il linguaggio, perdendo l'ancoraggio sul referente può essere descritto entro uno spazio latente autoriferito, secondo i dettami strutturalisti della nozione di simbolo: un LLM è da considerare una mera riproduzione linguistica casuale, senza alcuna intenzionalità oppure un dispositivo che stringe una relazione parassitaria con l'uomo che fornisce costantemente informazioni su di sé? Dopo aver analizzato il processo di "attention", ovvero l'architettura che permette di generare risposte sempre nuove, si arriva a stabilire se i modelli siano fautori di una vera creazione di contenuto oppure no. L'informazione veicolata non è rilevante perché innovante e originale, ma a causa della sua elevata probabilità di essere calcolata come adeguata estensione del messaggio. È fuorviante allora ritenere i modelli produttori di nuova cultura; ciò che producono è una ri-distribuzione delle occorrenze passate, senza innovare per davvero. Inoltre, l'ipotesi differenziale esclude l'influenza corporativistica sui modelli, aspetto che viene ripreso e analizzato secondo i concetti deleuziani di assemblaggio, corpo-senza-organi e parola d'ordine; le semiotiche miste di Guattari mirano a ridimensionare la centralità delle semiologie di significazione, vedendole effetto formale di una sostanza già costituita di una struttura a-semiotica.
2025
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/29402