Questa tesi analizza Venezia nel Settecento come uno spazio fondamentale per la trasformazione identitaria del viaggiatore inglese del Grand Tour. Ciò avviene tramite l’intreccio di tre fenomeni: il teatro, la prostituzione e il gioco d’azzardo. Questi creano un sistema unito e fluido che è lontano dall’essere semplicemente tollerato e marginale, ma diventa nel corso del tempo una vera e propria caratteristica della Serenissima. La Repubblica veneziana, invece di nascondere piaceri e vizi, preferisce regolamentarli tramite decreti e organi giudiziari specifici, così da avere un ricavo economico e al tempo stesso garantire le libertà del lusso ai cittadini e agli stranieri, anche se sotto controllo. Le fonti primarie analizzate, ovvero diari e resoconti di viaggio di autori come Addison, Burney, Evelyn, Moore, Nugent e Sharp, permettono una comprensione di come la città lagunare fosse diventata un vero e proprio spazio di transizione per il viaggiatore inglese: un passaggio simbolico in cui la rigida morale tipica dell’Inghilterra viene sospesa e sostituita dalla possibilità di sperimentazione, che porta alla trasformazione dell’io. La tesi, quindi, propone una lettura di Venezia che supera quella di semplice tappa del Gran Tour, ma come un luogo di crescita simbolica decisiva, capace di creare identità nuove rispetto a quelle di partenza. 

La Venezia del piacere. Teatro, prostituzione e gioco d’azzardo nel Grand Tour inglese del Settecento.

ZAMBOTTO, LINDA
2025/2026

Abstract

Questa tesi analizza Venezia nel Settecento come uno spazio fondamentale per la trasformazione identitaria del viaggiatore inglese del Grand Tour. Ciò avviene tramite l’intreccio di tre fenomeni: il teatro, la prostituzione e il gioco d’azzardo. Questi creano un sistema unito e fluido che è lontano dall’essere semplicemente tollerato e marginale, ma diventa nel corso del tempo una vera e propria caratteristica della Serenissima. La Repubblica veneziana, invece di nascondere piaceri e vizi, preferisce regolamentarli tramite decreti e organi giudiziari specifici, così da avere un ricavo economico e al tempo stesso garantire le libertà del lusso ai cittadini e agli stranieri, anche se sotto controllo. Le fonti primarie analizzate, ovvero diari e resoconti di viaggio di autori come Addison, Burney, Evelyn, Moore, Nugent e Sharp, permettono una comprensione di come la città lagunare fosse diventata un vero e proprio spazio di transizione per il viaggiatore inglese: un passaggio simbolico in cui la rigida morale tipica dell’Inghilterra viene sospesa e sostituita dalla possibilità di sperimentazione, che porta alla trasformazione dell’io. La tesi, quindi, propone una lettura di Venezia che supera quella di semplice tappa del Gran Tour, ma come un luogo di crescita simbolica decisiva, capace di creare identità nuove rispetto a quelle di partenza. 
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
ZAMBOTTO_LINDA_904133.pdf

non disponibili

Dimensione 1.45 MB
Formato Adobe PDF
1.45 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/29303