La tesi indaga la trasformazione del concetto di corpo e identità nella contemporaneità alla luce del passaggio dall’umanesimo al postumanesimo. A partire dalla crisi dell’antropocentrismo, il soggetto non è più inteso come entità autonoma e stabile, ma come realtà relazionale, ibrida e in continua trasformazione, influenzata dallo sviluppo tecnologico. Il corpo emerge così come costruzione culturale tra naturale e artificiale. La ricerca approfondisce inoltre l’estetica Camp, fondata su artificio, teatralità e stilizzazione, capace di mettere in discussione norme di genere e gerarchie del gusto, in dialogo con la teoria queer. Infine, la tesi esplora l’opera di Pierre et Gilles come espressione di un’estetica postumana in cui artificio, sacralità e identità fluide si intrecciano nella rappresentazione del corpo. Inserito nel clima culturale del glam rock anni Settanta, il loro lavoro combina fotografia e pittura per creare immagini che sovvertono i confini di genere e sessualità. I corpi raffigurati, levigati ed erotizzati, fondono sacro e profano, tradizione iconografica e cultura pop, configurandosi come dispositivi di metamorfosi identitaria. L’obiettivo è dimostrare come l’universo visivo di Pierre et Gilles, attraverso la teatralizzazione e il travestimento, proponga una riflessione critica sulla costruzione culturale dell’identità e sulla sua costitutiva dimensione politica.
Il corpo post-umano come icona: artificio e identità fluide nell'opera di Pierre e Gilles.
BILOTTA, SHARON
2025/2026
Abstract
La tesi indaga la trasformazione del concetto di corpo e identità nella contemporaneità alla luce del passaggio dall’umanesimo al postumanesimo. A partire dalla crisi dell’antropocentrismo, il soggetto non è più inteso come entità autonoma e stabile, ma come realtà relazionale, ibrida e in continua trasformazione, influenzata dallo sviluppo tecnologico. Il corpo emerge così come costruzione culturale tra naturale e artificiale. La ricerca approfondisce inoltre l’estetica Camp, fondata su artificio, teatralità e stilizzazione, capace di mettere in discussione norme di genere e gerarchie del gusto, in dialogo con la teoria queer. Infine, la tesi esplora l’opera di Pierre et Gilles come espressione di un’estetica postumana in cui artificio, sacralità e identità fluide si intrecciano nella rappresentazione del corpo. Inserito nel clima culturale del glam rock anni Settanta, il loro lavoro combina fotografia e pittura per creare immagini che sovvertono i confini di genere e sessualità. I corpi raffigurati, levigati ed erotizzati, fondono sacro e profano, tradizione iconografica e cultura pop, configurandosi come dispositivi di metamorfosi identitaria. L’obiettivo è dimostrare come l’universo visivo di Pierre et Gilles, attraverso la teatralizzazione e il travestimento, proponga una riflessione critica sulla costruzione culturale dell’identità e sulla sua costitutiva dimensione politica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29266