This study offers an interpretation of Anna Maria Ortese’s work based on the notion of “vision,” understood as a gaze capable of looking beyond the appearance of reality to perceive its wounds, contradictions, and invisible presences. Through a reconstruction of the writer’s formative experiences and an analysis of her narrative works, a progressive consolidation of an ethical consciousness emerges—one that takes the side of the marginalized: the poor, animals, nature, and creatures forgotten by history. Ortese’s visionary perspective thus reveals itself as a form of resistance against any logic of domination and oppression. Although permeated by a profound distrust of humanity throughout history, Ortese’s writing does not abandon hope: in fact, the literary act continues to preserve the possibility of imagining a community founded on mutual recognition and solidarity among all forms of life. In this sense, literature becomes the setting for a possible reconciliation.

Questo studio propone una lettura dell'opera di Anna Maria Ortese a partire dalla nozione di visione, intesa come sguardo capace di oltrepassare l'apparenza del reale per coglierne le ferite, le contraddizioni e le presenze invisibili. Attraverso la ricostruzione delle esperienze formative della scrittrice e l'analisi delle sue opere narrative, emerge il progressivo consolidarsi di una coscienza etica che si schiera dalla parte degli esclusi: poveri, animali, natura e creature dimenticate dalla Storia. La visionarietà ortesiana si rivela così una forma di resistenza contro ogni logica di dominio e sopraffazione. Pur attraversata da una profonda sfiducia nei confronti dell'uomo storico, la scrittura di Ortese non rinuncia alla speranza: nel gesto letterario continua infatti a sopravvivere la possibilità di immaginare una comunità fondata sul riconoscimento reciproco e sulla solidarietà tra tutte le forme del vivente. In questo senso, la letteratura diventa il luogo di una possibile riconciliazione.

Contro l'ordine del mondo. Visione, etica e giustizia nella scrittura di Anna Maria Ortese

BASTREGHI, MARGHERITA
2025/2026

Abstract

This study offers an interpretation of Anna Maria Ortese’s work based on the notion of “vision,” understood as a gaze capable of looking beyond the appearance of reality to perceive its wounds, contradictions, and invisible presences. Through a reconstruction of the writer’s formative experiences and an analysis of her narrative works, a progressive consolidation of an ethical consciousness emerges—one that takes the side of the marginalized: the poor, animals, nature, and creatures forgotten by history. Ortese’s visionary perspective thus reveals itself as a form of resistance against any logic of domination and oppression. Although permeated by a profound distrust of humanity throughout history, Ortese’s writing does not abandon hope: in fact, the literary act continues to preserve the possibility of imagining a community founded on mutual recognition and solidarity among all forms of life. In this sense, literature becomes the setting for a possible reconciliation.
2025
Questo studio propone una lettura dell'opera di Anna Maria Ortese a partire dalla nozione di visione, intesa come sguardo capace di oltrepassare l'apparenza del reale per coglierne le ferite, le contraddizioni e le presenze invisibili. Attraverso la ricostruzione delle esperienze formative della scrittrice e l'analisi delle sue opere narrative, emerge il progressivo consolidarsi di una coscienza etica che si schiera dalla parte degli esclusi: poveri, animali, natura e creature dimenticate dalla Storia. La visionarietà ortesiana si rivela così una forma di resistenza contro ogni logica di dominio e sopraffazione. Pur attraversata da una profonda sfiducia nei confronti dell'uomo storico, la scrittura di Ortese non rinuncia alla speranza: nel gesto letterario continua infatti a sopravvivere la possibilità di immaginare una comunità fondata sul riconoscimento reciproco e sulla solidarietà tra tutte le forme del vivente. In questo senso, la letteratura diventa il luogo di una possibile riconciliazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/29232