La tesi esamina il legame tra turismo e criminalità organizzata in Sicilia e pone l’attenzione sul settore turistico come ambito economico strategico ma esposto a forme di controllo mafioso e a distorsioni della concorrenza. L’obiettivo principale è comprendere i meccanismi attraverso cui le organizzazioni criminali intervengono nelle attività turistiche, analizzare gli effetti prodotti sullo sviluppo locale e individuare gli strumenti di governance che rafforzano la legalità e la sostenibilità del sistema turistico regionale. La ricerca adotta un approccio interdisciplinare che integra analisi economica, studi territoriali, sociologia del crimine e documentazione istituzionale. La metodologia prevede l’utilizzo di fonti statistiche, rapporti ufficiali, letteratura scientifica e un confronto di casi studio internazionali (Messico, Spagna e Thailandia), utili per individuare modelli comparativi e processi ricorrenti nelle infiltrazioni criminali nel turismo. Una parte centrale è dedicata all’analisi concreta della costa ionica siciliana — Taormina, Giardini Naxos e Letojanni — attraverso la ricostruzione delle principali operazioni giudiziarie degli ultimi anni e la valutazione dei loro impatti economici e sociali. I risultati evidenziano come la presenza mafiosa nel turismo siciliano si manifesti attraverso pratiche di riciclaggio, acquisizioni occulte di imprese, condizionamento degli investimenti e controllo del territorio, con conseguenze dirette sulla concorrenza, sulla qualità dell’offerta e sulla reputazione della destinazione. L’analisi comparativa dei casi internazionali conferma che tali fenomeni non sono isolate ma tendenze globali che interessano molte destinazioni ad alta intensità turistica. Esistono tuttavia anche iniziative ed esperienze di contrasto, come i modelli di turismo etico e l’utilizzo dei beni confiscati, che dimostrano la possibilità di costruire percorsi di sviluppo fondati sulla trasparenza e sulla responsabilità sociale. Le conclusioni sottolineano la necessità di una governance più coordinata, di strumenti di controllo efficaci e di una maggiore partecipazione delle comunità locali per ridurre le infiltrazioni nel settore. La tesi propone infine una visione del turismo siciliano come leva di rigenerazione economica e civile, che nei propri limiti possa promuovere la crescita dell’isola attraverso politiche di legalità, cooperazione istituzionale e valorizzazione sostenibile del territorio.

Turismo e criminalità organizzata in Sicilia: impatti, percezioni e strategie di contrasto per uno sviluppo sostenibile

PISTONE, DARIO
2025/2026

Abstract

La tesi esamina il legame tra turismo e criminalità organizzata in Sicilia e pone l’attenzione sul settore turistico come ambito economico strategico ma esposto a forme di controllo mafioso e a distorsioni della concorrenza. L’obiettivo principale è comprendere i meccanismi attraverso cui le organizzazioni criminali intervengono nelle attività turistiche, analizzare gli effetti prodotti sullo sviluppo locale e individuare gli strumenti di governance che rafforzano la legalità e la sostenibilità del sistema turistico regionale. La ricerca adotta un approccio interdisciplinare che integra analisi economica, studi territoriali, sociologia del crimine e documentazione istituzionale. La metodologia prevede l’utilizzo di fonti statistiche, rapporti ufficiali, letteratura scientifica e un confronto di casi studio internazionali (Messico, Spagna e Thailandia), utili per individuare modelli comparativi e processi ricorrenti nelle infiltrazioni criminali nel turismo. Una parte centrale è dedicata all’analisi concreta della costa ionica siciliana — Taormina, Giardini Naxos e Letojanni — attraverso la ricostruzione delle principali operazioni giudiziarie degli ultimi anni e la valutazione dei loro impatti economici e sociali. I risultati evidenziano come la presenza mafiosa nel turismo siciliano si manifesti attraverso pratiche di riciclaggio, acquisizioni occulte di imprese, condizionamento degli investimenti e controllo del territorio, con conseguenze dirette sulla concorrenza, sulla qualità dell’offerta e sulla reputazione della destinazione. L’analisi comparativa dei casi internazionali conferma che tali fenomeni non sono isolate ma tendenze globali che interessano molte destinazioni ad alta intensità turistica. Esistono tuttavia anche iniziative ed esperienze di contrasto, come i modelli di turismo etico e l’utilizzo dei beni confiscati, che dimostrano la possibilità di costruire percorsi di sviluppo fondati sulla trasparenza e sulla responsabilità sociale. Le conclusioni sottolineano la necessità di una governance più coordinata, di strumenti di controllo efficaci e di una maggiore partecipazione delle comunità locali per ridurre le infiltrazioni nel settore. La tesi propone infine una visione del turismo siciliano come leva di rigenerazione economica e civile, che nei propri limiti possa promuovere la crescita dell’isola attraverso politiche di legalità, cooperazione istituzionale e valorizzazione sostenibile del territorio.
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