L’attenzione, in Simone Weil, non è solo una facoltà dell’intelletto, ma è, soprattutto, un esercizio spirituale, filosofico e pedagogico. Nel suo grado più elevato essa coincide con il genio: incontro tra verità e amore. È proprio da questa idea di attenzione come apertura radicale al reale che prende avvio l’impianto teorico della ricerca. Assumendo la prospettiva weiliana come cornice interpretativa, lo studio sviluppa un approccio esplorativo che mette in luce un duplice livello di analisi — pedagogico e filosofico — del concetto di attenzione. In questa direzione, ciò che in Weil nasce come disciplina interiore del sé si dispiega progressivamente come movimento di decentramento verso l’alterità, fino a configurarsi come gesto etico e conoscitivo che consente di accedere all’altro e al mondo entro una logica di riconoscimento e di cura. Il primo capitolo ripercorre le tappe biografiche e intellettuali della singolare esistenza di Weil, mostrando come le esperienze di insegnante, operaia e mistica si uniscono in una filosofia in atto, dove vita e pensiero si compenetrano rivelando un implicito educativo. Il secondo capitolo, di carattere fondativo, esplora la regionalità pedagogica dell’attenzione attraverso le categorie di sforzo, attesa, vuoto, desiderio ed errore, intese come momenti di formazione dello spirito. Il terzo capitolo, di carattere relazionale, estende lo sguardo dal sé all’alterità, considerando l’attenzione come forma di cura e riconoscimento e come possibilità di trasformare lo sradicamento contemporaneo in un radicamento etico e spirituale. Coerentemente con il pensiero weiliano, la riflessione non resta confinata all’ambito teorico, ma trova prosecuzione nell’esperienza. Il quarto capitolo, infatti, costituisce la parte empirica della ricerca e propone un’osservazione qualitativa ispirata ai nuclei dell’attenzione e volta a individuare le possibili tracce dell’attenzione in senso weiliano nell’esperienza scolastica quotidiana. La tesi si propone di contribuire a restituire il tesoro pedagogico implicito del pensiero weiliano alla riflessione contemporanea, rispondendo all’urgenza educativa di un tempo che vede la capacità di prestare attenzione, in tutte le sue forme, duramente messa alla prova.

Abbiamo bisogno di santi dotati di genio: educare alla pienezza dell'attenzione

CHICCO, SOFIA
2024/2025

Abstract

L’attenzione, in Simone Weil, non è solo una facoltà dell’intelletto, ma è, soprattutto, un esercizio spirituale, filosofico e pedagogico. Nel suo grado più elevato essa coincide con il genio: incontro tra verità e amore. È proprio da questa idea di attenzione come apertura radicale al reale che prende avvio l’impianto teorico della ricerca. Assumendo la prospettiva weiliana come cornice interpretativa, lo studio sviluppa un approccio esplorativo che mette in luce un duplice livello di analisi — pedagogico e filosofico — del concetto di attenzione. In questa direzione, ciò che in Weil nasce come disciplina interiore del sé si dispiega progressivamente come movimento di decentramento verso l’alterità, fino a configurarsi come gesto etico e conoscitivo che consente di accedere all’altro e al mondo entro una logica di riconoscimento e di cura. Il primo capitolo ripercorre le tappe biografiche e intellettuali della singolare esistenza di Weil, mostrando come le esperienze di insegnante, operaia e mistica si uniscono in una filosofia in atto, dove vita e pensiero si compenetrano rivelando un implicito educativo. Il secondo capitolo, di carattere fondativo, esplora la regionalità pedagogica dell’attenzione attraverso le categorie di sforzo, attesa, vuoto, desiderio ed errore, intese come momenti di formazione dello spirito. Il terzo capitolo, di carattere relazionale, estende lo sguardo dal sé all’alterità, considerando l’attenzione come forma di cura e riconoscimento e come possibilità di trasformare lo sradicamento contemporaneo in un radicamento etico e spirituale. Coerentemente con il pensiero weiliano, la riflessione non resta confinata all’ambito teorico, ma trova prosecuzione nell’esperienza. Il quarto capitolo, infatti, costituisce la parte empirica della ricerca e propone un’osservazione qualitativa ispirata ai nuclei dell’attenzione e volta a individuare le possibili tracce dell’attenzione in senso weiliano nell’esperienza scolastica quotidiana. La tesi si propone di contribuire a restituire il tesoro pedagogico implicito del pensiero weiliano alla riflessione contemporanea, rispondendo all’urgenza educativa di un tempo che vede la capacità di prestare attenzione, in tutte le sue forme, duramente messa alla prova.
2024
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/28703