L’elaborato analizza la posizione strategica del Giappone durante il governo di Junichirō Koizumi (2001–2006), con particolare attenzione al biennio 2002–2003. In questo periodo il Giappone si trova a gestire una situazione complessa, segnata da un forte rafforzamento dell’alleanza con gli Stati Uniti e, allo stesso tempo, dal riavvio del dialogo con la Corea del Nord sulla questione dei cittadini giapponesi rapiti. La ricerca si concentra in particolare sul Diplomatic Bluebook 2003 del Ministry of Foreign Affairs of Japan, analizzato attraverso gli strumenti della Critical Discourse Analysis. L’obiettivo è capire in che modo il discorso ufficiale giapponese abbia rappresentato l’alleanza con Washington nel contesto della “War on Terror” e, allo stesso tempo, abbia giustificato l’iniziativa diplomatica autonoma dei summit di Pyongyang. Attraverso l’analisi delle fonti primarie – tra cui il Bluebook e la National Security Strategy statunitense – la tesi sostiene che il Giappone abbia adottato una “strategia ibrida”. Da un lato, Tokyo mantiene una forte lealtà verso l’alleanza con gli Stati Uniti; dall’altro, utilizza margini di autonomia diplomatica per difendere interessi nazionali specifici, in particolare sulla questione nordcoreana. Lo studio mostra quindi come l’attivismo di Koizumi non possa essere letto semplicemente come subordinazione agli Stati Uniti, ma come un tentativo di equilibrio tra pressioni esterne e priorità interne, in un momento di profonda trasformazione dell’identità geopolitica giapponese.

La metamorfosi dell’identità geopolitica giapponese nel XXI secolo. Analisi critico discorsiva del Diplomatic Bluebook 2003.

D'AMBROSIO, FRANCESCA
2024/2025

Abstract

L’elaborato analizza la posizione strategica del Giappone durante il governo di Junichirō Koizumi (2001–2006), con particolare attenzione al biennio 2002–2003. In questo periodo il Giappone si trova a gestire una situazione complessa, segnata da un forte rafforzamento dell’alleanza con gli Stati Uniti e, allo stesso tempo, dal riavvio del dialogo con la Corea del Nord sulla questione dei cittadini giapponesi rapiti. La ricerca si concentra in particolare sul Diplomatic Bluebook 2003 del Ministry of Foreign Affairs of Japan, analizzato attraverso gli strumenti della Critical Discourse Analysis. L’obiettivo è capire in che modo il discorso ufficiale giapponese abbia rappresentato l’alleanza con Washington nel contesto della “War on Terror” e, allo stesso tempo, abbia giustificato l’iniziativa diplomatica autonoma dei summit di Pyongyang. Attraverso l’analisi delle fonti primarie – tra cui il Bluebook e la National Security Strategy statunitense – la tesi sostiene che il Giappone abbia adottato una “strategia ibrida”. Da un lato, Tokyo mantiene una forte lealtà verso l’alleanza con gli Stati Uniti; dall’altro, utilizza margini di autonomia diplomatica per difendere interessi nazionali specifici, in particolare sulla questione nordcoreana. Lo studio mostra quindi come l’attivismo di Koizumi non possa essere letto semplicemente come subordinazione agli Stati Uniti, ma come un tentativo di equilibrio tra pressioni esterne e priorità interne, in un momento di profonda trasformazione dell’identità geopolitica giapponese.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/28088