Negli ultimi anni, la crescente rilevanza dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) ha trasformato il modo in cui le imprese vengono valutate dai mercati finanziari. In tale contesto, la presente tesi indaga il ruolo della regolamentazione europea della disclosure ESG, con particolare riferimento alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), e il suo impatto sulle valutazioni fornite dalle principali agenzie di rating ESG. La parte teorica ricostruisce l’evoluzione della sostenibilità d’impresa e della rendicontazione non finanziaria, analizzando il passaggio da approcci volontari e frammentati, tipici della Non-Financial Reporting Directive (NFRD), a un sistema maggiormente strutturato, armonizzato e prescrittivo introdotto dalla CSRD. Particolare attenzione viene dedicata agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), che definiscono principi, requisiti informativi e indicatori standardizzati, con l’obiettivo di migliorare la qualità, la comparabilità e la rilevanza della disclosure di sostenibilità. Parallelamente, il lavoro approfondisce il funzionamento delle agenzie di rating ESG, analizzandone i modelli di valutazione, le fonti informative e i principali limiti metodologici. La letteratura mostra infatti come i rating ESG possano divergere significativamente tra loro a causa di differenti pesi assegnati ai fattori ESG, metriche non uniformi, giudizi qualitativi soggettivi e pratiche di stima in presenza di dati mancanti. In tale scenario, la maggiore strutturazione informativa richiesta dalla CSRD potrebbe incidere sulla qualità delle valutazioni, riducendo l’eterogeneità tra rating e migliorando la trasparenza dei processi di scoring. La parte empirica della tesi si concentra su un campione di imprese europee quotate soggette agli obblighi della CSRD, confrontando i punteggi ESG ottenuti dalle principali agenzie prima e dopo l’entrata in vigore della direttiva. Attraverso analisi descrittive, test statistici e regressioni econometriche, l’indagine verifica l’esistenza di una relazione significativa tra la qualità della disclosure e i rating ESG ricevuti dalle imprese. I modelli stimati permettono di valutare se imprese che forniscono un’informativa più completa, comparabile e orientata alla doppia materialità ottengano punteggi ESG significativamente più elevati, una maggiore stabilità dei rating nel tempo o una riduzione del disagreement tra valutazioni di agenzie diverse. L’obiettivo finale è verificare se la CSRD abbia effettivamente contribuito a rafforzare il legame tra performance reale, trasparenza informativa e valutazione ESG, riducendo fenomeni di incoerenza, incompletezza o greenwashing che caratterizzavano il precedente quadro di rendicontazione volontaria.
La regolamentazione della disclosure ESG e l’impatto della CSRD sulle agenzie di rating: un’analisi empirica
MUNTEAN, DAIANA ALEXANDRA MIHAELA
2024/2025
Abstract
Negli ultimi anni, la crescente rilevanza dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) ha trasformato il modo in cui le imprese vengono valutate dai mercati finanziari. In tale contesto, la presente tesi indaga il ruolo della regolamentazione europea della disclosure ESG, con particolare riferimento alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), e il suo impatto sulle valutazioni fornite dalle principali agenzie di rating ESG. La parte teorica ricostruisce l’evoluzione della sostenibilità d’impresa e della rendicontazione non finanziaria, analizzando il passaggio da approcci volontari e frammentati, tipici della Non-Financial Reporting Directive (NFRD), a un sistema maggiormente strutturato, armonizzato e prescrittivo introdotto dalla CSRD. Particolare attenzione viene dedicata agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), che definiscono principi, requisiti informativi e indicatori standardizzati, con l’obiettivo di migliorare la qualità, la comparabilità e la rilevanza della disclosure di sostenibilità. Parallelamente, il lavoro approfondisce il funzionamento delle agenzie di rating ESG, analizzandone i modelli di valutazione, le fonti informative e i principali limiti metodologici. La letteratura mostra infatti come i rating ESG possano divergere significativamente tra loro a causa di differenti pesi assegnati ai fattori ESG, metriche non uniformi, giudizi qualitativi soggettivi e pratiche di stima in presenza di dati mancanti. In tale scenario, la maggiore strutturazione informativa richiesta dalla CSRD potrebbe incidere sulla qualità delle valutazioni, riducendo l’eterogeneità tra rating e migliorando la trasparenza dei processi di scoring. La parte empirica della tesi si concentra su un campione di imprese europee quotate soggette agli obblighi della CSRD, confrontando i punteggi ESG ottenuti dalle principali agenzie prima e dopo l’entrata in vigore della direttiva. Attraverso analisi descrittive, test statistici e regressioni econometriche, l’indagine verifica l’esistenza di una relazione significativa tra la qualità della disclosure e i rating ESG ricevuti dalle imprese. I modelli stimati permettono di valutare se imprese che forniscono un’informativa più completa, comparabile e orientata alla doppia materialità ottengano punteggi ESG significativamente più elevati, una maggiore stabilità dei rating nel tempo o una riduzione del disagreement tra valutazioni di agenzie diverse. L’obiettivo finale è verificare se la CSRD abbia effettivamente contribuito a rafforzare il legame tra performance reale, trasparenza informativa e valutazione ESG, riducendo fenomeni di incoerenza, incompletezza o greenwashing che caratterizzavano il precedente quadro di rendicontazione volontaria.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27864