Il seguente elaborato esamina la costruzione mediatica dell’identità Altra asiatica, con particolare enfasi sul Giappone, all'interno del contesto italiano, attraverso la lente della pratica culinaria. Il caso di studio principale si baserà sull'analisi del reality culinario Masterchef, in onda in Italia dal 2011. La fascinazione mediatica rivolta al panorama gastronomico diffusa negli ultimi anni ha generato una crescente attenzione verso i digital foodscapes, definibile come una vera e propria "gastromania": una mania, o interesse spropositato nel performare il proprio io tramite il cibo (Marrone 2014, Goodman e Jaworska 2020). La problematica centrale è che certe narrazioni, pur celebrando l’internazionalismo gastronomico, tendono a reificare stereotipi, fissando un legame statico tra identità-cucina-nazione. Al contrario, proprio perché le pratiche culinarie si formano in relazione con cucine ‘altre’, è importante delineare la natura circolare delle usanze alimentari e evidenziare il piano dello scambio, mai fisso e statico (Montanari 2004). La ricerca si inserisce all'interno del filone di studi postcoloniali e adotterà un approccio interdisciplinare, applicando teorie dei food studies, quali Gastronazionalismo (DeSoucey 2010) e Gastronativismo (Parasecoli 2022), a nozioni di Orientalismo, Occidentalismo e Auto-Orientalismo (Said 1978, Miyake 2014) esaminando il cibo come simbolo mai oggettivo impiegato per circoscrivere l’appartenenza identitaria propria e altrui.
Ricette per l'identità: cibo, rappresentazione e alterità est-asiatica in MasterChef Italia
CASADEI, GIULIA
2024/2025
Abstract
Il seguente elaborato esamina la costruzione mediatica dell’identità Altra asiatica, con particolare enfasi sul Giappone, all'interno del contesto italiano, attraverso la lente della pratica culinaria. Il caso di studio principale si baserà sull'analisi del reality culinario Masterchef, in onda in Italia dal 2011. La fascinazione mediatica rivolta al panorama gastronomico diffusa negli ultimi anni ha generato una crescente attenzione verso i digital foodscapes, definibile come una vera e propria "gastromania": una mania, o interesse spropositato nel performare il proprio io tramite il cibo (Marrone 2014, Goodman e Jaworska 2020). La problematica centrale è che certe narrazioni, pur celebrando l’internazionalismo gastronomico, tendono a reificare stereotipi, fissando un legame statico tra identità-cucina-nazione. Al contrario, proprio perché le pratiche culinarie si formano in relazione con cucine ‘altre’, è importante delineare la natura circolare delle usanze alimentari e evidenziare il piano dello scambio, mai fisso e statico (Montanari 2004). La ricerca si inserisce all'interno del filone di studi postcoloniali e adotterà un approccio interdisciplinare, applicando teorie dei food studies, quali Gastronazionalismo (DeSoucey 2010) e Gastronativismo (Parasecoli 2022), a nozioni di Orientalismo, Occidentalismo e Auto-Orientalismo (Said 1978, Miyake 2014) esaminando il cibo come simbolo mai oggettivo impiegato per circoscrivere l’appartenenza identitaria propria e altrui.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27425