Molteplici contributi hanno nominato e citato l’esistenza della statua di Domenico Banti, ovvero il monumento del Napoleone Pacificatore esistito di fronte Palazzo Ducale nel triennio 1811-1814, oggi al Museo Correr; tuttavia, la questione è stata nel tempo spezzettata, a causa della temporanea scomparsa della statua, e non si è mai tentato, di conseguenza, di narrare la vicenda nella sua interezza. Proprio per questo, l’obiettivo del presente contributo è riunire quanto la storiografia ha scritto a riguardo, coprendo l’arco cronologico che va dalla committenza del monumento alla sua inaugurazione, passando per la sua comunicazione e arrivando alla sua ricollocazione; soprattutto, l’intento è di concentrarsi sulla questione relativa l’ubicazione della statua, soggetto di un lungo dibattito in Accademia che, nel tempo, è stato riassunto brevemente con «molte discussioni» non meglio ampliate. Ciò avviene tramite la consultazione e la raccolta non solo del materiale critico, ma anche archivistico, che qui sarà fornito in un’appendice documentale che si sforza di essere il più completa possibile. Oltreché evidenziare la genesi e il procedere della vicenda, viene proposto un tentativo di inserire la statua nell’oscillante definizione di "monumento", tentando poi di situare la stessa entro i più variegati confini dell’iconografia napoleonica.
Simulacri, Colossi e Monumenti nelle mani dell'«ossequioso Scultore Domenico Banti»: la questione monumentale nella rappresentazione pubblica di Napoleone Bonaparte
MANCINI, ALESSANDRO
2025/2026
Abstract
Molteplici contributi hanno nominato e citato l’esistenza della statua di Domenico Banti, ovvero il monumento del Napoleone Pacificatore esistito di fronte Palazzo Ducale nel triennio 1811-1814, oggi al Museo Correr; tuttavia, la questione è stata nel tempo spezzettata, a causa della temporanea scomparsa della statua, e non si è mai tentato, di conseguenza, di narrare la vicenda nella sua interezza. Proprio per questo, l’obiettivo del presente contributo è riunire quanto la storiografia ha scritto a riguardo, coprendo l’arco cronologico che va dalla committenza del monumento alla sua inaugurazione, passando per la sua comunicazione e arrivando alla sua ricollocazione; soprattutto, l’intento è di concentrarsi sulla questione relativa l’ubicazione della statua, soggetto di un lungo dibattito in Accademia che, nel tempo, è stato riassunto brevemente con «molte discussioni» non meglio ampliate. Ciò avviene tramite la consultazione e la raccolta non solo del materiale critico, ma anche archivistico, che qui sarà fornito in un’appendice documentale che si sforza di essere il più completa possibile. Oltreché evidenziare la genesi e il procedere della vicenda, viene proposto un tentativo di inserire la statua nell’oscillante definizione di "monumento", tentando poi di situare la stessa entro i più variegati confini dell’iconografia napoleonica.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
MANCINI_ALESSANDRO_889401.pdf
non disponibili
Dimensione
13.69 MB
Formato
Adobe PDF
|
13.69 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14247/31413