La Triennale nasce a Monza nel 1923 come Biennale delle Arti Decorative. Dieci anni dopo viene trasferita a Milano nel Palazzo dell’Arte, costruito ad hoc dall’architetto Giovanni Muzio, dove ancora oggi ha sede. L’edificio, espressione dell’architettura razionalista dell’epoca, rappresenta uno spazio eclettico, flessibile e polifunzionale pensato per ospitare grandi manifestazioni, caratteristiche che mantiene tutt’ora. Da questo momento la storia della Triennale e di Milano si intrecciano in maniera indissolubile. Negli anni Sessanta, la rassegna consolida il proprio ruolo di piattaforma culturale di avanguardia, e diviene luogo di sperimentazione, dialogo sociale e partecipazione collettiva. Tre edizioni chiave, quelle del 1960, del 1964 e del 1968, incarnano questa trasformazione, occupandosi di temi strettamente connessi ai cambiamenti sociali, culturali e politici del decennio. La XII Triennale, quella del 1960, è dedicata a “La casa e la scuola”, proprio negli anni in cui si accende il dibattito politico sulla riforma del sistema scolastico nazionale. La XIII Triennale, del 1964, il cui tema è “Il Tempo Libero”, pone al centro del dibattito il tempo dello svago verso il tempo del lavoro e lo fa in pieno boom economico. È la Triennale degli spazi immersivi e performativi e delle neoavanguardie. Infine, l’edizione del 1968, che passerà alla storia come “La Triennale durata un giorno”, affronta il tema “Il Grande Numero” e riflette sulle problematiche legate all’industrializzazione e all’aumento della popolazione. Le tre edizioni hanno quindi un denominatore comune: vedono la propria influenza estendersi al di là del mondo delle arti e del design per divenire motore di importanti dibattiti su temi dal grande valore sociale quali la casa, la scuola, il lavoro e il ruolo delle istituzioni. È proprio questa stretta interrelazione che il nostro lavoro intende indagare.

LA TRIENNALE COME LUOGO DI SPERIMENTAZIONE E PARTECIPAZIONE SOCIALE: LE ESPERIENZE E GLI ALLESTIMENTI DEGLI ANNI '60.

VILLANI, GIOVANNA
2025/2026

Abstract

La Triennale nasce a Monza nel 1923 come Biennale delle Arti Decorative. Dieci anni dopo viene trasferita a Milano nel Palazzo dell’Arte, costruito ad hoc dall’architetto Giovanni Muzio, dove ancora oggi ha sede. L’edificio, espressione dell’architettura razionalista dell’epoca, rappresenta uno spazio eclettico, flessibile e polifunzionale pensato per ospitare grandi manifestazioni, caratteristiche che mantiene tutt’ora. Da questo momento la storia della Triennale e di Milano si intrecciano in maniera indissolubile. Negli anni Sessanta, la rassegna consolida il proprio ruolo di piattaforma culturale di avanguardia, e diviene luogo di sperimentazione, dialogo sociale e partecipazione collettiva. Tre edizioni chiave, quelle del 1960, del 1964 e del 1968, incarnano questa trasformazione, occupandosi di temi strettamente connessi ai cambiamenti sociali, culturali e politici del decennio. La XII Triennale, quella del 1960, è dedicata a “La casa e la scuola”, proprio negli anni in cui si accende il dibattito politico sulla riforma del sistema scolastico nazionale. La XIII Triennale, del 1964, il cui tema è “Il Tempo Libero”, pone al centro del dibattito il tempo dello svago verso il tempo del lavoro e lo fa in pieno boom economico. È la Triennale degli spazi immersivi e performativi e delle neoavanguardie. Infine, l’edizione del 1968, che passerà alla storia come “La Triennale durata un giorno”, affronta il tema “Il Grande Numero” e riflette sulle problematiche legate all’industrializzazione e all’aumento della popolazione. Le tre edizioni hanno quindi un denominatore comune: vedono la propria influenza estendersi al di là del mondo delle arti e del design per divenire motore di importanti dibattiti su temi dal grande valore sociale quali la casa, la scuola, il lavoro e il ruolo delle istituzioni. È proprio questa stretta interrelazione che il nostro lavoro intende indagare.
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