L’elaborato analizza la letteratura femminista italiana dagli anni Settanta a oggi. Il punto di partenza è il femminismo radicale inaugurato nel 1970 da Sputiamo su Hegel di Carla Lonzi e dal Manifesto di Rivolta Femminile co-firmato con Accardi e Banotti. Il titolo riprende la formula con cui Mariella Gramaglia definiva la poesia delle donne, «il privato di mezza umanità», in cui il “personale è politico” si fa matrice di poetica. Molte autrici del secondo Novecento canonizzate rifiutano l’etichetta di “femminista”, e parte di quel patrimonio dei movimenti femministi è affidata all’oralità e alla militanza. Per questo il corpus è definito dalla presenza nei testi delle istanze del movimento, non dal posizionamento. I primi due capitoli indagano il rapporto tra le donne e la creazione letteraria, i condizionamenti patriarcali e la ricerca di una lingua sottratta al modello maschile. Ricostruiscono quindi il dibattito sulla scrittura “femminile” e “femminista” attraverso le antologie di Fusini e Gramaglia, Frabotta e di Nola, e le riviste “Effe” e “DWF”. I capitoli successivi sono articolati per nuclei tematici intorno ai poli del corpo e della mente, e mettono in dialogo poesia, prosa e teatro di epoche diverse. Da un lato, la riappropriazione della corporeità, il lesbismo, la maternità, la violenza maschile e una scrittura frammentaria modellata sull’autocoscienza. Dall’altro, la rabbia, le relazioni tra donne, il legame madre-figlia e la presa di parola del «soggetto imprevisto» lonziano. L’obiettivo è duplice. Il primo è argomentare l’esistenza di una letteratura femminista italiana, recuperando testi dimenticati, custoditi nei centri e nelle biblioteche delle donne, e autrici ai margini del canone. Il secondo è misurare l’eredità tematica e stilistica degli anni Settanta in scrittrici contemporanee come Carnaroli, Vecchini, Ferrante e altre. L’approccio interdisciplinare intreccia critica letteraria, sociologia e studi femministi.

"Il privato di mezza umanità": letteratura femminista italiana dagli anni Settanta a oggi

BUDLLA, LAURA
2025/2026

Abstract

L’elaborato analizza la letteratura femminista italiana dagli anni Settanta a oggi. Il punto di partenza è il femminismo radicale inaugurato nel 1970 da Sputiamo su Hegel di Carla Lonzi e dal Manifesto di Rivolta Femminile co-firmato con Accardi e Banotti. Il titolo riprende la formula con cui Mariella Gramaglia definiva la poesia delle donne, «il privato di mezza umanità», in cui il “personale è politico” si fa matrice di poetica. Molte autrici del secondo Novecento canonizzate rifiutano l’etichetta di “femminista”, e parte di quel patrimonio dei movimenti femministi è affidata all’oralità e alla militanza. Per questo il corpus è definito dalla presenza nei testi delle istanze del movimento, non dal posizionamento. I primi due capitoli indagano il rapporto tra le donne e la creazione letteraria, i condizionamenti patriarcali e la ricerca di una lingua sottratta al modello maschile. Ricostruiscono quindi il dibattito sulla scrittura “femminile” e “femminista” attraverso le antologie di Fusini e Gramaglia, Frabotta e di Nola, e le riviste “Effe” e “DWF”. I capitoli successivi sono articolati per nuclei tematici intorno ai poli del corpo e della mente, e mettono in dialogo poesia, prosa e teatro di epoche diverse. Da un lato, la riappropriazione della corporeità, il lesbismo, la maternità, la violenza maschile e una scrittura frammentaria modellata sull’autocoscienza. Dall’altro, la rabbia, le relazioni tra donne, il legame madre-figlia e la presa di parola del «soggetto imprevisto» lonziano. L’obiettivo è duplice. Il primo è argomentare l’esistenza di una letteratura femminista italiana, recuperando testi dimenticati, custoditi nei centri e nelle biblioteche delle donne, e autrici ai margini del canone. Il secondo è misurare l’eredità tematica e stilistica degli anni Settanta in scrittrici contemporanee come Carnaroli, Vecchini, Ferrante e altre. L’approccio interdisciplinare intreccia critica letteraria, sociologia e studi femministi.
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