IIl presente studio è volto ad analizzare i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) italiani alla luce di un continuum del controllo che riguarda più in generale alcuni aspetti del sistema di gestione dei migranti ma che diventa particolarmente pervasivo nello strumento di detenzione amministrativa. I CPR, infatti, vengono letti come un’istituzione totale, ovvero un’istituzione che esercita un controllo totale sulla vita delle persone, e un’istituzione della violenza poiché su chi vi è detenuto viene esercitato un continuum di violenza, che si manifesta anche attraverso l’abbandono a condizioni di vita degradanti. Nello specifico, utilizzeremo la teoria foucaultiana del biopotere e altri concetti fondamentali da essa derivati, come la necropolitica di Achille Mbembe e il concetto di campo di Giorgio Agamben, per cercare di comprendere il funzionamento di questi luoghi. Questa tesi si interroga quindi sulle finalità per le quali lo strumento della detenzione amministrativa è stato creato e si riproduce in Italia. Per rispondere a questa domanda cercheremo di individuare le cause e gli effetti legati a determinate pratiche portate avanti nei CPR, come l’abbandono sanitario, le condizioni di vita materiali degradanti, la violenza fisica e psicologica, data, ad esempio, dalla somministrazione massiva e arbitraria di psicofarmaci. Per tali ragioni, sempre più spesso le associazioni che denunciano l’esistenza dei CPR parlano di “derive manicomiali” che caratterizzano questi spazi. Lo studio ha inoltre l’obiettivo di analizzare le pratiche di resistenza quotidiana, spesso drammatiche come l’autolesionismo, di chi è confinato all’interno dei CPR interpretandole anche come forme di protesta e di linguaggio dotate di un significato fortemente politico. Verranno infine illustrate le numerose iniziative della società civile che contribuiscono a rendere visibili le dinamiche interne ai CPR e a domandarne la chiusura definitiva.

I CPR come istituzioni totali: la necropolitica dell’abbandono e il continuum della violenza sui corpi e le menti delle persone migranti

LEOCI, CHIARA
2025/2026

Abstract

IIl presente studio è volto ad analizzare i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) italiani alla luce di un continuum del controllo che riguarda più in generale alcuni aspetti del sistema di gestione dei migranti ma che diventa particolarmente pervasivo nello strumento di detenzione amministrativa. I CPR, infatti, vengono letti come un’istituzione totale, ovvero un’istituzione che esercita un controllo totale sulla vita delle persone, e un’istituzione della violenza poiché su chi vi è detenuto viene esercitato un continuum di violenza, che si manifesta anche attraverso l’abbandono a condizioni di vita degradanti. Nello specifico, utilizzeremo la teoria foucaultiana del biopotere e altri concetti fondamentali da essa derivati, come la necropolitica di Achille Mbembe e il concetto di campo di Giorgio Agamben, per cercare di comprendere il funzionamento di questi luoghi. Questa tesi si interroga quindi sulle finalità per le quali lo strumento della detenzione amministrativa è stato creato e si riproduce in Italia. Per rispondere a questa domanda cercheremo di individuare le cause e gli effetti legati a determinate pratiche portate avanti nei CPR, come l’abbandono sanitario, le condizioni di vita materiali degradanti, la violenza fisica e psicologica, data, ad esempio, dalla somministrazione massiva e arbitraria di psicofarmaci. Per tali ragioni, sempre più spesso le associazioni che denunciano l’esistenza dei CPR parlano di “derive manicomiali” che caratterizzano questi spazi. Lo studio ha inoltre l’obiettivo di analizzare le pratiche di resistenza quotidiana, spesso drammatiche come l’autolesionismo, di chi è confinato all’interno dei CPR interpretandole anche come forme di protesta e di linguaggio dotate di un significato fortemente politico. Verranno infine illustrate le numerose iniziative della società civile che contribuiscono a rendere visibili le dinamiche interne ai CPR e a domandarne la chiusura definitiva.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/31265