Il crescente ricorso a sistemi d’informazione su larga scala per la gestione delle frontiere esterne e delle politiche migratorie dell’Unione europea è stato accompagnato nel corso degli anni da critiche da parte di organismi dell’Unione e della dottrina in merito alla tutela dei diritti fondamentali. Lo scopo di questo elaborato di tesi è l’analisi dell’evoluzione normativa e funzionale del Sistema d’informazione Schengen, di EURODAC, del Sistema d’informazione visti e dell’architettura dell’interoperabilità che li connette, al fine di verificare in che misura il loro assetto attuale risulti conciliabile con le garanzie di rispetto della vita privata (articolo 7), della tutela dei dati personali (articolo 8) e della non discriminazione (articolo 21) sancite dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, integrate dalla Convenzione europea dei diritti umani quale standard interpretativo minimo. L’analisi ha permesso di verificare che, sebbene le finalità di raccolta sistematica dei dati risultino legittime, la loro proporzionalità resta un nodo interpretativo aperto. L’estensione delle finalità di trattamento, inoltre, non è di per sé incompatibile con la Carta a condizione che resti circoscritta e coerente con lo scopo originario e i profili di discriminazione più solidi riguardano i meccanismi algoritmici dell’interoperabilità. Quanto emerso non giunge ad una risposta netta ma piuttosto evidenzia una tensione strutturale tra l’espansione funzionale dei sistemi e la tutela dei diritti fondamentali. Questa tensione dovrà essere verificata sia attraverso i futuri sviluppi della giurisprudenza della Corte di giustizia sia attraverso l’analisi di dati empirici, non appena verrà raggiunta la piena operatività di tutte le componenti dell’interoperabilità.
I sistemi d’informazione europei e l’interoperabilità alla luce degli articoli 7, 8 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE
SEMENZATO, SOFIA
2025/2026
Abstract
Il crescente ricorso a sistemi d’informazione su larga scala per la gestione delle frontiere esterne e delle politiche migratorie dell’Unione europea è stato accompagnato nel corso degli anni da critiche da parte di organismi dell’Unione e della dottrina in merito alla tutela dei diritti fondamentali. Lo scopo di questo elaborato di tesi è l’analisi dell’evoluzione normativa e funzionale del Sistema d’informazione Schengen, di EURODAC, del Sistema d’informazione visti e dell’architettura dell’interoperabilità che li connette, al fine di verificare in che misura il loro assetto attuale risulti conciliabile con le garanzie di rispetto della vita privata (articolo 7), della tutela dei dati personali (articolo 8) e della non discriminazione (articolo 21) sancite dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, integrate dalla Convenzione europea dei diritti umani quale standard interpretativo minimo. L’analisi ha permesso di verificare che, sebbene le finalità di raccolta sistematica dei dati risultino legittime, la loro proporzionalità resta un nodo interpretativo aperto. L’estensione delle finalità di trattamento, inoltre, non è di per sé incompatibile con la Carta a condizione che resti circoscritta e coerente con lo scopo originario e i profili di discriminazione più solidi riguardano i meccanismi algoritmici dell’interoperabilità. Quanto emerso non giunge ad una risposta netta ma piuttosto evidenzia una tensione strutturale tra l’espansione funzionale dei sistemi e la tutela dei diritti fondamentali. Questa tensione dovrà essere verificata sia attraverso i futuri sviluppi della giurisprudenza della Corte di giustizia sia attraverso l’analisi di dati empirici, non appena verrà raggiunta la piena operatività di tutte le componenti dell’interoperabilità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/31261