Molti studi di storia dell’arte sono stati dedicati al dipinto Penelope attribuito a Domenico Beccafumi, conservato nella Pinacoteca Manfrediniana di Venezia; tuttavia, ad oggi sussistono alcune questioni importanti che la riguardano, tra le quali la paternità dell’opera. Questa tesi si propone di offrire maggior chiarezza riguardo questa controversia attraverso uno studio storico artistico accompagnato da un’indagine diagnostica eseguita attraverso tecniche di imaging multispettrale. Queste tecniche non invasive hanno permesso di studiare la tavola senza danneggiare in alcun modo l’opera, mantenendola nella sede di conservazione originaria e senza richiedere costi di strumentazione altrimenti elevati. Una definitiva attribuzione sarebbe di grande importanza poiché aiuterebbe a ricostruire il percorso pittorico del Maestro, ricco di sviluppi originali e sperimentazioni. Oltre a ciò, le indagini svolte con imaging multispettrale permettono di ottenere immagini con dati sul più recente stato di conservazione dell’opera, offrendo la possibilità di essere utilizzate come materiale di partenza in restauri futuri o di verificare se il metodo conservativo risulta inadeguato ed eventualmente modificarlo. Questa tesi si propone inoltre di fornire un testo critico aggiornato che sia in grado di offrire una visione esaustiva delle principali pubblicazioni che riguardano la tavola veneziana in ogni suo ambito, partendo dalle fonti più famose, riferimento nel mondo della storia dell’arte, sino alle scoperte più recenti, con lo scopo di produrre un testo unico sulla Penelope, alla quale attualmente non sono dedicate monografie apposite.

L'autenticità della Penelope di Domenico Beccafumi: Indagine storico-artistica e diagnostica dell'opera

MENEGUZZO, ALICE
2025/2026

Abstract

Molti studi di storia dell’arte sono stati dedicati al dipinto Penelope attribuito a Domenico Beccafumi, conservato nella Pinacoteca Manfrediniana di Venezia; tuttavia, ad oggi sussistono alcune questioni importanti che la riguardano, tra le quali la paternità dell’opera. Questa tesi si propone di offrire maggior chiarezza riguardo questa controversia attraverso uno studio storico artistico accompagnato da un’indagine diagnostica eseguita attraverso tecniche di imaging multispettrale. Queste tecniche non invasive hanno permesso di studiare la tavola senza danneggiare in alcun modo l’opera, mantenendola nella sede di conservazione originaria e senza richiedere costi di strumentazione altrimenti elevati. Una definitiva attribuzione sarebbe di grande importanza poiché aiuterebbe a ricostruire il percorso pittorico del Maestro, ricco di sviluppi originali e sperimentazioni. Oltre a ciò, le indagini svolte con imaging multispettrale permettono di ottenere immagini con dati sul più recente stato di conservazione dell’opera, offrendo la possibilità di essere utilizzate come materiale di partenza in restauri futuri o di verificare se il metodo conservativo risulta inadeguato ed eventualmente modificarlo. Questa tesi si propone inoltre di fornire un testo critico aggiornato che sia in grado di offrire una visione esaustiva delle principali pubblicazioni che riguardano la tavola veneziana in ogni suo ambito, partendo dalle fonti più famose, riferimento nel mondo della storia dell’arte, sino alle scoperte più recenti, con lo scopo di produrre un testo unico sulla Penelope, alla quale attualmente non sono dedicate monografie apposite.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/31243