La presente tesi indaga le origini, le funzioni e i significati assunti dai trampoli nel corso del tempo, con particolare attenzione alla loro rappresentazione nell’arte medievale e, nello specifico, nelle drôleries dei manoscritti miniati franco-fiamminghi e inglesi tra l’ultimo quarto del XIII e la metà del XIV secolo. Sebbene l’utilizzo dei trampoli sia documentato in diverse aree geografiche e in differenti contesti culturali, il tema è stato oggetto di un numero relativamente limitato di studi sistematici, soprattutto per quanto riguarda la loro presenza nell’immaginario figurativo medievale. La ricerca prende avvio da un’indagine sulle origini del termine trampolo, sulle sue varianti linguistiche e sulle principali tipologie di trampoli documentate in diverse aree del mondo, esaminandone gli impieghi pratici, rituali, terapeutici, artistici e performativi. Il percorso prosegue attraverso una ricognizione delle principali testimonianze storiche ed etnografiche, con particolare riferimento agli studi di Gerhard Lindblom, Pierre Toulgouat e Tommaso Correale Santacroce, nonché alle ricerche dedicate alla figura del giullare e all’immaginario medievale. Il nucleo centrale della ricerca è costituito dall’analisi iconografica di un corpus di ventisei manoscritti medievali, individuati attraverso un’attività di catalogazione e censimento condotta sulla base di criteri e strumenti mutuati dalla normativa catalografica dell’ICCU. L’analisi delle raffigurazioni ha permesso di individuare due principali tipologie di trampoli, associate a differenti aree geografiche: i trampoli ad impugnatura, caratteristici della tradizione franco-fiamminga, e i trampoli autonomi, prevalentemente riconducibili alla produzione inglese. Il confronto tra i manoscritti ha inoltre consentito di rilevare la frequenza dei soggetti rappresentati sui trampoli, le diverse modalità di inserimento delle figure nelle decorazioni marginali e alcune specificità iconografiche riconducibili alle due aree di produzione. Particolare attenzione è dedicata alle drôleries, considerate non soltanto come elementi ornamentali, ma come una significativa fonte documentaria per lo studio dell’immaginario medievale e delle forme di intrattenimento profano. La presenza di trampolieri, animali, giullari e figure appartenenti al mondo ecclesiastico all’interno dei margini dei codici devozionali testimonia infatti la compresenza, nella cultura figurativa medievale, di elementi sacri, profani, ludici e grotteschi. La ricerca intende pertanto contribuire alla conoscenza della storia dei trampoli e, più specificamente, alla comprensione del loro valore simbolico e culturale nell’immaginario medievale, evidenziando come un oggetto apparentemente semplice e legato alla pratica quotidiana possa assumere, attraverso la rappresentazione figurativa, molteplici significati e funzioni.
Dalle distese d'acqua alle profondità del cielo. L'universo dei trampoli, con particolare riferimento alle drôleries franco-fiamminghe ed inglesi (metà XIII-XV secolo).
PARMA, KETTY
2025/2026
Abstract
La presente tesi indaga le origini, le funzioni e i significati assunti dai trampoli nel corso del tempo, con particolare attenzione alla loro rappresentazione nell’arte medievale e, nello specifico, nelle drôleries dei manoscritti miniati franco-fiamminghi e inglesi tra l’ultimo quarto del XIII e la metà del XIV secolo. Sebbene l’utilizzo dei trampoli sia documentato in diverse aree geografiche e in differenti contesti culturali, il tema è stato oggetto di un numero relativamente limitato di studi sistematici, soprattutto per quanto riguarda la loro presenza nell’immaginario figurativo medievale. La ricerca prende avvio da un’indagine sulle origini del termine trampolo, sulle sue varianti linguistiche e sulle principali tipologie di trampoli documentate in diverse aree del mondo, esaminandone gli impieghi pratici, rituali, terapeutici, artistici e performativi. Il percorso prosegue attraverso una ricognizione delle principali testimonianze storiche ed etnografiche, con particolare riferimento agli studi di Gerhard Lindblom, Pierre Toulgouat e Tommaso Correale Santacroce, nonché alle ricerche dedicate alla figura del giullare e all’immaginario medievale. Il nucleo centrale della ricerca è costituito dall’analisi iconografica di un corpus di ventisei manoscritti medievali, individuati attraverso un’attività di catalogazione e censimento condotta sulla base di criteri e strumenti mutuati dalla normativa catalografica dell’ICCU. L’analisi delle raffigurazioni ha permesso di individuare due principali tipologie di trampoli, associate a differenti aree geografiche: i trampoli ad impugnatura, caratteristici della tradizione franco-fiamminga, e i trampoli autonomi, prevalentemente riconducibili alla produzione inglese. Il confronto tra i manoscritti ha inoltre consentito di rilevare la frequenza dei soggetti rappresentati sui trampoli, le diverse modalità di inserimento delle figure nelle decorazioni marginali e alcune specificità iconografiche riconducibili alle due aree di produzione. Particolare attenzione è dedicata alle drôleries, considerate non soltanto come elementi ornamentali, ma come una significativa fonte documentaria per lo studio dell’immaginario medievale e delle forme di intrattenimento profano. La presenza di trampolieri, animali, giullari e figure appartenenti al mondo ecclesiastico all’interno dei margini dei codici devozionali testimonia infatti la compresenza, nella cultura figurativa medievale, di elementi sacri, profani, ludici e grotteschi. La ricerca intende pertanto contribuire alla conoscenza della storia dei trampoli e, più specificamente, alla comprensione del loro valore simbolico e culturale nell’immaginario medievale, evidenziando come un oggetto apparentemente semplice e legato alla pratica quotidiana possa assumere, attraverso la rappresentazione figurativa, molteplici significati e funzioni.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: Dalle distese d'acqua alle profondità del cielo.
L'universo dei trampoli, con particolare riferimento alle drôleries franco-fiamminghe ed inglesi (metà XIII-XV secolo).
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