Il presente lavoro di tesi analizza l’evoluzione della rendicontazione di sostenibilità, concentrandosi sul rapporto tra quantità delle informazioni divulgate e la loro effettiva rilevanza informativa e strategica. Il passaggio dalla Non-Financial Reporting Directive (NFRD) alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e l’introduzione degli standard ESRS hanno ampliato significativamente gli obblighi di disclosure. La ricerca si propone quindi di verificare se tale crescita informativa si traduca in una maggiore qualità della rendicontazione o se, al contrario, favorisca un approccio orientato alla numerosità dei contenuti, con il rischio di information overload e di una gestione simbolica della sostenibilità. L’analisi della letteratura approfondisce il ruolo della doppia materialità, della quantità e della qualità come criteri per individuare le informazioni realmente rilevanti. La fase empirica è stata condotta mediante una Content Analysis su 20 società quotate italiane, confrontando i report di sostenibilità del biennio 2024-2025. I risultati mostrano un incremento medio dei volumi informativi, senza un corrispondente aumento della densità della rilevanza. Emerge una maturità tecnica asimmetrica, in particolare l’area Ambiente presenta una maggiore presenza di KPI e dati quantitativi, mentre Personale e Rischi rimangono prevalentemente descrittivi. Nel complesso, i risultati evidenziano come l’aumento della quantità della disclosure non si traduca automaticamente in un maggiore valore informativo, suggerendo che la transizione verso una rendicontazione realmente rilevante e trasparente sia ancora parziale.
La materialità nei bilanci di sostenibilità: rilevanza delle informazioni o eccesso di disclosure?
ZOGNO, MARIKA
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro di tesi analizza l’evoluzione della rendicontazione di sostenibilità, concentrandosi sul rapporto tra quantità delle informazioni divulgate e la loro effettiva rilevanza informativa e strategica. Il passaggio dalla Non-Financial Reporting Directive (NFRD) alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e l’introduzione degli standard ESRS hanno ampliato significativamente gli obblighi di disclosure. La ricerca si propone quindi di verificare se tale crescita informativa si traduca in una maggiore qualità della rendicontazione o se, al contrario, favorisca un approccio orientato alla numerosità dei contenuti, con il rischio di information overload e di una gestione simbolica della sostenibilità. L’analisi della letteratura approfondisce il ruolo della doppia materialità, della quantità e della qualità come criteri per individuare le informazioni realmente rilevanti. La fase empirica è stata condotta mediante una Content Analysis su 20 società quotate italiane, confrontando i report di sostenibilità del biennio 2024-2025. I risultati mostrano un incremento medio dei volumi informativi, senza un corrispondente aumento della densità della rilevanza. Emerge una maturità tecnica asimmetrica, in particolare l’area Ambiente presenta una maggiore presenza di KPI e dati quantitativi, mentre Personale e Rischi rimangono prevalentemente descrittivi. Nel complesso, i risultati evidenziano come l’aumento della quantità della disclosure non si traduca automaticamente in un maggiore valore informativo, suggerendo che la transizione verso una rendicontazione realmente rilevante e trasparente sia ancora parziale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/31188