La tesi analizza il rapporto tra la crisi yemenita, la sicurezza marittima nel Mar Rosso e gli effetti sul commercio internazionale attraverso il caso dello stretto di Bab el-Mandeb. Dopo aver ricostruito l’evoluzione del conflitto in Yemen e la progressiva affermazione del movimento Houthi, il lavoro esamina come gli attacchi contro la navigazione commerciale abbiano trasformato un conflitto interno e regionalizzato in una minaccia per una delle principali direttrici del trasporto marittimo globale. L’analisi evidenzia il ruolo strategico del corridoio Suez–Bab el-Mandeb nei collegamenti tra Asia, Europa e Mediterraneo e interpreta la campagna Houthi come una forma di weaponization del chokepoint. La persistenza del rischio, l’incertezza nell’identificazione dei bersagli e l’aumento dei costi assicurativi e operativi hanno indotto le compagnie a limitare o sospendere i transiti nel Mar Rosso, deviando le navi via Capo di Buona Speranza. La tesi esamina gli effetti di tale riconfigurazione su tempi di navigazione, capacità effettivamente disponibile, costi, noli e catene di approvvigionamento, oltre alle risposte adottate da MSC, Maersk, CMA CGM, COSCO/OOCL e Hapag-Lloyd. Il caso mostra come la vulnerabilità di un chokepoint possa produrre conseguenze economiche e logistiche su scala globale anche senza una chiusura materiale del passaggio.
La crisi yemenita e la sicurezza marittima nel Mar Rosso: il ruolo strategico di Bab el-Mandeb e gli effetti sul commercio internazionale
GERSICH, FEDERICO
2025/2026
Abstract
La tesi analizza il rapporto tra la crisi yemenita, la sicurezza marittima nel Mar Rosso e gli effetti sul commercio internazionale attraverso il caso dello stretto di Bab el-Mandeb. Dopo aver ricostruito l’evoluzione del conflitto in Yemen e la progressiva affermazione del movimento Houthi, il lavoro esamina come gli attacchi contro la navigazione commerciale abbiano trasformato un conflitto interno e regionalizzato in una minaccia per una delle principali direttrici del trasporto marittimo globale. L’analisi evidenzia il ruolo strategico del corridoio Suez–Bab el-Mandeb nei collegamenti tra Asia, Europa e Mediterraneo e interpreta la campagna Houthi come una forma di weaponization del chokepoint. La persistenza del rischio, l’incertezza nell’identificazione dei bersagli e l’aumento dei costi assicurativi e operativi hanno indotto le compagnie a limitare o sospendere i transiti nel Mar Rosso, deviando le navi via Capo di Buona Speranza. La tesi esamina gli effetti di tale riconfigurazione su tempi di navigazione, capacità effettivamente disponibile, costi, noli e catene di approvvigionamento, oltre alle risposte adottate da MSC, Maersk, CMA CGM, COSCO/OOCL e Hapag-Lloyd. Il caso mostra come la vulnerabilità di un chokepoint possa produrre conseguenze economiche e logistiche su scala globale anche senza una chiusura materiale del passaggio.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/31153