La tesi si propone di analizzare l'evoluzione delle relazioni cinematografiche e culturali sull’asse italo-francese nel corso del ventennio Ottanta e Novanta, un periodo marcato da profondi mutamenti cinematografici, sociali e istituzionali. La ricerca indaga le cause e le dinamiche della successiva crisi dell'industria cinematografica italo-francese, esaminando la ridefinizione degli accordi bilaterali e la parallela crisi del cinema d’autore. In questo contesto, verrà esaminato come caso studio la figura di Nanni Moretti: un autore che è stato capace di rianimare il cinema italiano e di mantenere vivo l'asse transalpino grazie a fortunate e continuative coproduzioni con l’Oltralpe. Successivamente, l’elaborato approfondisce l’impatto dirompente della televisione sulle abitudini di consumo del pubblico e analizza le strategie adottate dalle industrie dei due Paesi nei confronti dei nuovi canoni televisivi. Verrano analizzate le reti televisive di Canal+ in Francia, Rai e Fininvest in Italia. Infine, la tesi sposta l’attenzione sul ruolo cruciale e alternativo assunto dal circuito festivaliero nel preservare il dialogo culturale tra Roma e Parigi. Attraverso un’analisi comparativa, vengono messi a confronto due modelli istituzionali speculari: France Cinéma in Italia e Les Rencontres d'Annecy: Cinéma Italien in Francia. Il lavoro ne ricostruisce la parabola storica, il contributo a consolidare le due cinematografie e le cause che hanno determinato la chiusura del caso in Francia. L’indagine verrà arricchita con interviste esclusive al direttore artistico del festival France Odeon, Francesco Ranieri Martinotti, alla collega Atena Forconi responsabile del gruppo Blogger, e alla programmatrice del festival d'Annecy Cinéma Italien, Giulia Conte. In sintesi, l'opera mira a colmare una lacuna nello stato dell'arte, offrendo una metodologia interdisciplinare per comprendere come le collaborazioni italo-francesi si siano ridefinite per sopravvivere e rinnovarsi alla fine del Novecento.

IL CONTESTO CINEMATOGRAFICO ITALIANO E FRANCESE A CONFRONTO NEL VENTENNIO OTTANTA E NOVANTA: Tra cinema, televisione e festival

ZOCCA, MARGHERITA
2025/2026

Abstract

La tesi si propone di analizzare l'evoluzione delle relazioni cinematografiche e culturali sull’asse italo-francese nel corso del ventennio Ottanta e Novanta, un periodo marcato da profondi mutamenti cinematografici, sociali e istituzionali. La ricerca indaga le cause e le dinamiche della successiva crisi dell'industria cinematografica italo-francese, esaminando la ridefinizione degli accordi bilaterali e la parallela crisi del cinema d’autore. In questo contesto, verrà esaminato come caso studio la figura di Nanni Moretti: un autore che è stato capace di rianimare il cinema italiano e di mantenere vivo l'asse transalpino grazie a fortunate e continuative coproduzioni con l’Oltralpe. Successivamente, l’elaborato approfondisce l’impatto dirompente della televisione sulle abitudini di consumo del pubblico e analizza le strategie adottate dalle industrie dei due Paesi nei confronti dei nuovi canoni televisivi. Verrano analizzate le reti televisive di Canal+ in Francia, Rai e Fininvest in Italia. Infine, la tesi sposta l’attenzione sul ruolo cruciale e alternativo assunto dal circuito festivaliero nel preservare il dialogo culturale tra Roma e Parigi. Attraverso un’analisi comparativa, vengono messi a confronto due modelli istituzionali speculari: France Cinéma in Italia e Les Rencontres d'Annecy: Cinéma Italien in Francia. Il lavoro ne ricostruisce la parabola storica, il contributo a consolidare le due cinematografie e le cause che hanno determinato la chiusura del caso in Francia. L’indagine verrà arricchita con interviste esclusive al direttore artistico del festival France Odeon, Francesco Ranieri Martinotti, alla collega Atena Forconi responsabile del gruppo Blogger, e alla programmatrice del festival d'Annecy Cinéma Italien, Giulia Conte. In sintesi, l'opera mira a colmare una lacuna nello stato dell'arte, offrendo una metodologia interdisciplinare per comprendere come le collaborazioni italo-francesi si siano ridefinite per sopravvivere e rinnovarsi alla fine del Novecento.
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