Die vorliegende Arbeit zielt darauf ab, die Bedeutung der Prinzipien schulischer Inklusion im Kontext der sprachlichen Bildung näher zu untersuchen, insbesondere im Fremdsprachenunterricht und im Hinblick auf die von Schulen ausgewählten Lehrwerke, die eine effiziente Umsetzung der jeweiligen Curricula unterstützen sollen. Dabei wird in besonderem Maße auf die Grundlagen des Universal Design for Learning (UDL) Bezug genommen. Ziel der Untersuchung ist es, zu analysieren, inwieweit derzeit verwendete Englischlehrwerke den Kriterien der Zugänglichkeit, Flexibilität und Personalisierung des UDL-Modells entsprechen und dadurch die aktive Teilhabe einer Lerngruppe mit unterschiedlichen Fähigkeiten fördern. Berücksichtigt wird somit nicht nur die Anwesenheit von Schülerinnen und Schülern mit sonderpädagogischem Förderbedarf, sondern vielmehr die Heterogenität der Lernenden, die jede Lerngruppe kennzeichnet. Der erste Teil der Arbeit widmet sich der begrifflichen Klärung schulischer Inklusion und zeichnet deren epistemologische und normative Entwicklung im Verlauf der vergangenen Jahrhunderte nach. Der zweite Teil konzentriert sich auf das Universal Design for Learning, indem dessen pädagogische und neurowissenschaftliche Grundlagen sowie seine zentralen Prinzipien und wesentlichen Implikationen für die Gestaltung flexibler und zugänglicher Lernumgebungen vertieft untersucht werden. UDL wird dabei nicht als zusätzliche Methode neben den zahlreichen Strategien inklusiver Didaktik verstanden, sondern als ein Planungsrahmen, der darauf abzielt, die Variabilität der Lernenden von Beginn an zu berücksichtigen und Barrieren, die den Lernprozess beeinträchtigen können, bereits in der Planungsphase zu reduzieren. Der abschließende Schwerpunkt der Arbeit besteht in einer empirisch ausgerichteten Analyse eines Korpus von Englischlehrwerken, die in Klassen der Sekundarstufe II verwendet werden.

L’elaborato finale mira ad approfondire il significato che assumono i principi dell’inclusione scolastica nel panorama dell’educazione linguistica, in particolar modo nell’insegnamento delle lingue straniere e nei manuali scelti dalle scuole per un’ erogazione efficiente dei rispettivi programmi, con un rimando importante ai fondamenti dell’ Universal Design for Learning (UDL). L’obiettivo finale della ricerca è investigare in che misura i manuali di lingua inglese attualmente in uso rispondano ai criteri di accessibilità, flessibilità e personalizzazione del modello UDL, favorendo la partecipazione attiva della Classe ad Abilità differenziate, considerando quindi non solo la presenza di studentesse e studenti con bisogni educativi speciali, bensì l’eterogeneità degli apprendenti che caratterizza ogni gruppo classe. La prima parte dell’elaborato si concentra nell’abbozzare la nozione di inclusione scolastica, mostrandone l’evoluzione dal punto di vista epistemologico e normativo nel corso degli ultimi secoli. La seconda parte si concentra sull’Universal Design for Learning, approfondendone le basi pedagogiche e neuroscientifiche e analizzandone i principi e le principali implicazioni per la progettazione di ambienti di apprendimento flessibili e accessibili. L’UDL viene quindi presentato non come una metodologia aggiuntiva rispetto alle numerose strategie della didattica inclusiva, ma come un quadro progettuale volto ad anticipare la variabilità degli apprendenti e a ridurre, fin dalla fase di progettazione, le barriere che possono compromettere il processo di apprendimento. L’ultima macro-area presa in esame consiste nell’analisi sul campo di un corpus di manuali di lingua inglese utilizzati in classi della scuola secondaria di secondo grado. ​

Inclusione ed educazione linguistica: il contributo dell'Universal Design for Learning nell'analisi di manuali di lingua inglese

BERTO, VANESSA
2025/2026

Abstract

Die vorliegende Arbeit zielt darauf ab, die Bedeutung der Prinzipien schulischer Inklusion im Kontext der sprachlichen Bildung näher zu untersuchen, insbesondere im Fremdsprachenunterricht und im Hinblick auf die von Schulen ausgewählten Lehrwerke, die eine effiziente Umsetzung der jeweiligen Curricula unterstützen sollen. Dabei wird in besonderem Maße auf die Grundlagen des Universal Design for Learning (UDL) Bezug genommen. Ziel der Untersuchung ist es, zu analysieren, inwieweit derzeit verwendete Englischlehrwerke den Kriterien der Zugänglichkeit, Flexibilität und Personalisierung des UDL-Modells entsprechen und dadurch die aktive Teilhabe einer Lerngruppe mit unterschiedlichen Fähigkeiten fördern. Berücksichtigt wird somit nicht nur die Anwesenheit von Schülerinnen und Schülern mit sonderpädagogischem Förderbedarf, sondern vielmehr die Heterogenität der Lernenden, die jede Lerngruppe kennzeichnet. Der erste Teil der Arbeit widmet sich der begrifflichen Klärung schulischer Inklusion und zeichnet deren epistemologische und normative Entwicklung im Verlauf der vergangenen Jahrhunderte nach. Der zweite Teil konzentriert sich auf das Universal Design for Learning, indem dessen pädagogische und neurowissenschaftliche Grundlagen sowie seine zentralen Prinzipien und wesentlichen Implikationen für die Gestaltung flexibler und zugänglicher Lernumgebungen vertieft untersucht werden. UDL wird dabei nicht als zusätzliche Methode neben den zahlreichen Strategien inklusiver Didaktik verstanden, sondern als ein Planungsrahmen, der darauf abzielt, die Variabilität der Lernenden von Beginn an zu berücksichtigen und Barrieren, die den Lernprozess beeinträchtigen können, bereits in der Planungsphase zu reduzieren. Der abschließende Schwerpunkt der Arbeit besteht in einer empirisch ausgerichteten Analyse eines Korpus von Englischlehrwerken, die in Klassen der Sekundarstufe II verwendet werden.
2025
L’elaborato finale mira ad approfondire il significato che assumono i principi dell’inclusione scolastica nel panorama dell’educazione linguistica, in particolar modo nell’insegnamento delle lingue straniere e nei manuali scelti dalle scuole per un’ erogazione efficiente dei rispettivi programmi, con un rimando importante ai fondamenti dell’ Universal Design for Learning (UDL). L’obiettivo finale della ricerca è investigare in che misura i manuali di lingua inglese attualmente in uso rispondano ai criteri di accessibilità, flessibilità e personalizzazione del modello UDL, favorendo la partecipazione attiva della Classe ad Abilità differenziate, considerando quindi non solo la presenza di studentesse e studenti con bisogni educativi speciali, bensì l’eterogeneità degli apprendenti che caratterizza ogni gruppo classe. La prima parte dell’elaborato si concentra nell’abbozzare la nozione di inclusione scolastica, mostrandone l’evoluzione dal punto di vista epistemologico e normativo nel corso degli ultimi secoli. La seconda parte si concentra sull’Universal Design for Learning, approfondendone le basi pedagogiche e neuroscientifiche e analizzandone i principi e le principali implicazioni per la progettazione di ambienti di apprendimento flessibili e accessibili. L’UDL viene quindi presentato non come una metodologia aggiuntiva rispetto alle numerose strategie della didattica inclusiva, ma come un quadro progettuale volto ad anticipare la variabilità degli apprendenti e a ridurre, fin dalla fase di progettazione, le barriere che possono compromettere il processo di apprendimento. L’ultima macro-area presa in esame consiste nell’analisi sul campo di un corpus di manuali di lingua inglese utilizzati in classi della scuola secondaria di secondo grado. ​
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