L’intensificarsi delle tensioni internazionali ha reso il rischio geopolitico una fonte rilevante di incertezza per i mercati finanziari, con potenziali ripercussioni sulla distribuzione dei rendimenti e sulle perdite estreme dei mercati azionari. Il presente lavoro di tesi analizza se e in che misura un aumento del rischio geopolitico sia in grado di anticipare variazioni nelle perdite estreme dei mercati azionari dei Paesi del G7. Il rischio geopolitico è misurato attraverso il Geopolitical Risk Index, considerato nella versione globale, country-specific e nelle sottocomponenti relative a minacce e atti geopolitici. Sulla base di dati mensili relativi al periodo 1990–2026, vengono stimate regressioni quantiliche predittive a orizzonti di 1, 3, 6 e 12 mesi, prima separatamente per ciascun Paese e successivamente mediante una specificazione panel con effetti fissi. I risultati evidenziano una relazione eterogenea tra rischio geopolitico e distribuzione dei rendimenti, che varia in funzione del Paese, del quantile e dell’orizzonte previsivo. Gli effetti si concentrano prevalentemente nel brevissimo periodo e tendono ad attenuarsi agli orizzonti intermedi, riemergendo solo in modo isolato a dodici mesi. Nel breve periodo gli effetti sui quantili inferiori risultano prevalentemente positivi, indicando uno spostamento verso l’alto della coda sinistra della distribuzione. Tale evidenza risulta compatibile con un possibile meccanismo di flight-to-quality tra i diversi mercati azionari. Il GPR globale mostra una maggiore rilevanza nel brevissimo periodo, mentre la componente country-specific assume maggiore importanza agli orizzonti più lunghi. Le componenti relative agli atti geopolitici evidenziano risposte più immediate e sincronizzate tra i Paesi, mentre le minacce geopolitiche producono effetti maggiormente ritardati ed eterogenei. Infine, le stime panel confermano in larga parte questi risultati, evidenziando inoltre una componente comune che non emerge sempre dalle stime individuali. I risultati ottenuti indicano che il rischio geopolitico contiene informazione predittiva sulla distribuzione dei rendimenti azionari, ma tale capacità non risulta né uniforme né persistente nel tempo e non emerge un deterioramento sistematico della coda sinistra della distribuzione.
Rischio Geopolitico e Prevedibilità delle Perdite Estreme nei Mercati Azionari: Evidenza dai Paesi del G7
DALLA VECCHIA, EMILY
2025/2026
Abstract
L’intensificarsi delle tensioni internazionali ha reso il rischio geopolitico una fonte rilevante di incertezza per i mercati finanziari, con potenziali ripercussioni sulla distribuzione dei rendimenti e sulle perdite estreme dei mercati azionari. Il presente lavoro di tesi analizza se e in che misura un aumento del rischio geopolitico sia in grado di anticipare variazioni nelle perdite estreme dei mercati azionari dei Paesi del G7. Il rischio geopolitico è misurato attraverso il Geopolitical Risk Index, considerato nella versione globale, country-specific e nelle sottocomponenti relative a minacce e atti geopolitici. Sulla base di dati mensili relativi al periodo 1990–2026, vengono stimate regressioni quantiliche predittive a orizzonti di 1, 3, 6 e 12 mesi, prima separatamente per ciascun Paese e successivamente mediante una specificazione panel con effetti fissi. I risultati evidenziano una relazione eterogenea tra rischio geopolitico e distribuzione dei rendimenti, che varia in funzione del Paese, del quantile e dell’orizzonte previsivo. Gli effetti si concentrano prevalentemente nel brevissimo periodo e tendono ad attenuarsi agli orizzonti intermedi, riemergendo solo in modo isolato a dodici mesi. Nel breve periodo gli effetti sui quantili inferiori risultano prevalentemente positivi, indicando uno spostamento verso l’alto della coda sinistra della distribuzione. Tale evidenza risulta compatibile con un possibile meccanismo di flight-to-quality tra i diversi mercati azionari. Il GPR globale mostra una maggiore rilevanza nel brevissimo periodo, mentre la componente country-specific assume maggiore importanza agli orizzonti più lunghi. Le componenti relative agli atti geopolitici evidenziano risposte più immediate e sincronizzate tra i Paesi, mentre le minacce geopolitiche producono effetti maggiormente ritardati ed eterogenei. Infine, le stime panel confermano in larga parte questi risultati, evidenziando inoltre una componente comune che non emerge sempre dalle stime individuali. I risultati ottenuti indicano che il rischio geopolitico contiene informazione predittiva sulla distribuzione dei rendimenti azionari, ma tale capacità non risulta né uniforme né persistente nel tempo e non emerge un deterioramento sistematico della coda sinistra della distribuzione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/31059