The right to health, enshrined in Article 32 of the Constitution and recognized by major international sources, is a fundamental and universal human right. This analysis examines the gap between the formal recognition of this right and its actual enforceability, exploring, through a comparison of social and health care models in two Italian regions, how the regulatory framework, though uniform on paper, translates into inconsistent local practices. The paper emphasizes the need to explore the link between health and social determinants, demonstrating how economic, housing, educational, and legal status conditions generate inequalities that result in genuine inequities in access to care. It is within this current context that the professional role of the social worker is situated; social workers are called upon to act as mediators between citizens and the healthcare system in an effort to bridge the gap between them. Through the analysis of regulatory solutions and concrete cases, investigated through interviews, this text aims to highlight the professional tools through which social work contributes to breaking down the bureaucratic, economic, and cultural barriers that hinder access to healthcare, particularly for the most vulnerable individuals.

Il diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione e riconosciuto dalle principali fonti internazionali, rappresenta un diritto fondamentale e universale della persona. Il testo di analisi indaga la distanza tra il riconoscimento formale di questo diritto e la sua effettiva esigibilità, analizzando, attraverso il confronto tra modelli sociosanitari afferenti a due regioni italiane, come il quadro normativo, pur uniforme sulla carta, si traduca in pratiche territoriali disomogenee. Viene sottolineata la volontà di approfondire il legame tra salute e determinanti sociali, dimostrando come condizioni economiche, abitative, educative e di status giuridico generino disuguaglianze che si traducono in vere e proprie inequità di accesso alle cure. In questo scenario attuale si colloca la figura professionale e il ruolo dell'assistente sociale, chiamato ad attivarsi come mediatore tra la cittadinanza e il sistema sanitario, nel tentativo di colmare la distanza tra esse. Attraverso l'analisi di soluzioni normative e di casi concreti, indagati tramite lo svolgimento di interviste, il testo intende mettere in luce gli strumenti professionali con cui il servizio sociale contribuisce all'abbattimento delle barriere burocratiche, economiche e culturali che ostacolano l'accesso alla salute, in particolare per i soggetti più fragili.

Il diritto alla salute tra teoria e prassi. Il servizio sociale come mediatore e facilitatore nell'abbattimento delle barriere di accesso.

CAMBIANICA, LETIZIA
2025/2026

Abstract

The right to health, enshrined in Article 32 of the Constitution and recognized by major international sources, is a fundamental and universal human right. This analysis examines the gap between the formal recognition of this right and its actual enforceability, exploring, through a comparison of social and health care models in two Italian regions, how the regulatory framework, though uniform on paper, translates into inconsistent local practices. The paper emphasizes the need to explore the link between health and social determinants, demonstrating how economic, housing, educational, and legal status conditions generate inequalities that result in genuine inequities in access to care. It is within this current context that the professional role of the social worker is situated; social workers are called upon to act as mediators between citizens and the healthcare system in an effort to bridge the gap between them. Through the analysis of regulatory solutions and concrete cases, investigated through interviews, this text aims to highlight the professional tools through which social work contributes to breaking down the bureaucratic, economic, and cultural barriers that hinder access to healthcare, particularly for the most vulnerable individuals.
2025
Il diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione e riconosciuto dalle principali fonti internazionali, rappresenta un diritto fondamentale e universale della persona. Il testo di analisi indaga la distanza tra il riconoscimento formale di questo diritto e la sua effettiva esigibilità, analizzando, attraverso il confronto tra modelli sociosanitari afferenti a due regioni italiane, come il quadro normativo, pur uniforme sulla carta, si traduca in pratiche territoriali disomogenee. Viene sottolineata la volontà di approfondire il legame tra salute e determinanti sociali, dimostrando come condizioni economiche, abitative, educative e di status giuridico generino disuguaglianze che si traducono in vere e proprie inequità di accesso alle cure. In questo scenario attuale si colloca la figura professionale e il ruolo dell'assistente sociale, chiamato ad attivarsi come mediatore tra la cittadinanza e il sistema sanitario, nel tentativo di colmare la distanza tra esse. Attraverso l'analisi di soluzioni normative e di casi concreti, indagati tramite lo svolgimento di interviste, il testo intende mettere in luce gli strumenti professionali con cui il servizio sociale contribuisce all'abbattimento delle barriere burocratiche, economiche e culturali che ostacolano l'accesso alla salute, in particolare per i soggetti più fragili.
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