La presente tesi intende proporre un’analisi etnografica del culto afro-brasiliano dell’umbanda in contesto italiano. Essa è focalizzata principalmente sul terreiro di Gambugliano (in provincia di Vicenza) ed è integrata dalle osservazioni condotte presso un terreiro che si trova a Roma. I due contesti evidenziano diversi modelli di gestione: il primo è caratterizzato da una forte autonomia dei filhos de santo, dovuta alla presenza solo periodica del pai de santo, residente in Brasile, mentre il secondo viene diretto quotidianamente da una mãe de santo italiana. Le due direttive principali del lavoro riguardano anzitutto la "carriera religiosa", nell'accezione proposta da Alejandro Frigerio, che viene ripresa per analizzare i percorsi attraversati dai filhos de santo in un moto che li ha portati talvolta all'allontanamento dalla religione d'origine, talaltra all'integrazione della stessa in un insieme di nuove pratiche nel proprio quotidiano. La seconda direttiva si concentra su quello che è il principale motivo di avvicinamento all'umbanda individuato durante la ricerca di campo, ovvero il bisogno di cura. All'interno del quadro terapeutico di riferimento, l'eziologia del male non è più rintracciabile nel solo corpo fisico, ma si estende a una dimensione spirituale che richiede strumenti diagnostici e terapeutici propri, in un terreiro che si trasforma quindi in un "ospedale dell'anima".
Percorsi dello spirito. Etnografia dell’umbanda in Italia tra carriere religiose e pratiche di cura.
GAZZOLA, GIORGIA
2025/2026
Abstract
La presente tesi intende proporre un’analisi etnografica del culto afro-brasiliano dell’umbanda in contesto italiano. Essa è focalizzata principalmente sul terreiro di Gambugliano (in provincia di Vicenza) ed è integrata dalle osservazioni condotte presso un terreiro che si trova a Roma. I due contesti evidenziano diversi modelli di gestione: il primo è caratterizzato da una forte autonomia dei filhos de santo, dovuta alla presenza solo periodica del pai de santo, residente in Brasile, mentre il secondo viene diretto quotidianamente da una mãe de santo italiana. Le due direttive principali del lavoro riguardano anzitutto la "carriera religiosa", nell'accezione proposta da Alejandro Frigerio, che viene ripresa per analizzare i percorsi attraversati dai filhos de santo in un moto che li ha portati talvolta all'allontanamento dalla religione d'origine, talaltra all'integrazione della stessa in un insieme di nuove pratiche nel proprio quotidiano. La seconda direttiva si concentra su quello che è il principale motivo di avvicinamento all'umbanda individuato durante la ricerca di campo, ovvero il bisogno di cura. All'interno del quadro terapeutico di riferimento, l'eziologia del male non è più rintracciabile nel solo corpo fisico, ma si estende a una dimensione spirituale che richiede strumenti diagnostici e terapeutici propri, in un terreiro che si trasforma quindi in un "ospedale dell'anima".| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/30973