La tesi cerca di indagare il processo decisionale sanitario del paziente musulmano in Italia, proponendo un modello teorico ossia il "triangolo equilatero decisionale della cura", che vede nel medico, nel binomio paziente-famiglia e nell'autorità religiosa i tre vertici. Dopo aver delineato la cornice teorica della bioetica islamica a partire dalla letteratura specialistica e dai documenti prodotti dalla COREIS, il lavoro nel capitolo secondo sottopone il modello alla prova del campo attraverso delle interviste semi-strutturate. Il capitolo terzo invece è dedicato al mese del Ramadan e cerca di approfondire il momento di massima tensione tra obbligo religioso, rischio clinico e bisogno di appartenenza comunitaria. Il capitolo conclusivo è radicato in un'esperienza personale della ricercatrice, discussa alla luce della riflessione metodologica di Renato Rosaldo, e interroga se il bisogno di rivolgersi al trascendente in condizioni di rischio vitale sia specifico dell'appartenenza religiosa formale o costituisca una risposta più ampiamente umana alla vulnerabilità; restituendo un'ipotesi aperta, non una risposta definitiva.

"Oltre il velo della dottrina: Islam, cura e vulnerabilità in un’etnografia sanitaria italiana"

CASTELLO, LISA
2025/2026

Abstract

La tesi cerca di indagare il processo decisionale sanitario del paziente musulmano in Italia, proponendo un modello teorico ossia il "triangolo equilatero decisionale della cura", che vede nel medico, nel binomio paziente-famiglia e nell'autorità religiosa i tre vertici. Dopo aver delineato la cornice teorica della bioetica islamica a partire dalla letteratura specialistica e dai documenti prodotti dalla COREIS, il lavoro nel capitolo secondo sottopone il modello alla prova del campo attraverso delle interviste semi-strutturate. Il capitolo terzo invece è dedicato al mese del Ramadan e cerca di approfondire il momento di massima tensione tra obbligo religioso, rischio clinico e bisogno di appartenenza comunitaria. Il capitolo conclusivo è radicato in un'esperienza personale della ricercatrice, discussa alla luce della riflessione metodologica di Renato Rosaldo, e interroga se il bisogno di rivolgersi al trascendente in condizioni di rischio vitale sia specifico dell'appartenenza religiosa formale o costituisca una risposta più ampiamente umana alla vulnerabilità; restituendo un'ipotesi aperta, non una risposta definitiva.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/30972