La presente tesi analizza inclusione, costruzione identitaria e negoziazione interculturale nella scuola primaria, assumendo come caso di studio l'Istituto Comprensivo di San Biagio di Callalta (Treviso). In un contesto con significativa presenza di alunni con background migratorio e pluralità di lingue e appartenenze, la ricerca esplora come la scuola venga vissuta dai bambini e come le relazioni tra alunni, insegnanti e famiglie producano inclusione o marginalizzazione. L'indagine, collocata nell'antropologia dell'educazione e nell'etnografia della scuola, considera la scuola come spazio sociale e politico in cui si costruiscono significati, identità e appartenenze, distinguendo tra multiculturalità (compresenza di differenze) e interculturalità (processo dinamico di incontro e trasformazione). La ricerca empirica, condotta in cinque mesi mediante osservazione partecipante, include note di campo, diario etnografico, conversazioni informali, sei interviste a docenti e analisi documentale (PTOF, protocollo di accoglienza). La posizione della ricercatrice, già insegnante nell'istituto, è analizzata riflessivamente come posizione intermedia. I risultati evidenziano che il benessere dei bambini con background migratorio dipende da relazioni significative, riconoscimento e partecipazione. Le relazioni tra pari mostrano agency infantile attraverso aiuto reciproco. Le insegnanti risultano decisive: le pratiche più efficaci valorizzano linguaggi diversificati e lingue familiari. La tesi evidenzia infine la distanza tra principi dichiarati e pratiche quotidiane: l'interculturalità deve diventare dimensione strutturale della vita scolastica.
Nel cuore dell’aula: Etnografia delle pratiche d'accoglienza nella scuola primaria di San Biagio di Callalta
COLANARDI, ALESSANDRA
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza inclusione, costruzione identitaria e negoziazione interculturale nella scuola primaria, assumendo come caso di studio l'Istituto Comprensivo di San Biagio di Callalta (Treviso). In un contesto con significativa presenza di alunni con background migratorio e pluralità di lingue e appartenenze, la ricerca esplora come la scuola venga vissuta dai bambini e come le relazioni tra alunni, insegnanti e famiglie producano inclusione o marginalizzazione. L'indagine, collocata nell'antropologia dell'educazione e nell'etnografia della scuola, considera la scuola come spazio sociale e politico in cui si costruiscono significati, identità e appartenenze, distinguendo tra multiculturalità (compresenza di differenze) e interculturalità (processo dinamico di incontro e trasformazione). La ricerca empirica, condotta in cinque mesi mediante osservazione partecipante, include note di campo, diario etnografico, conversazioni informali, sei interviste a docenti e analisi documentale (PTOF, protocollo di accoglienza). La posizione della ricercatrice, già insegnante nell'istituto, è analizzata riflessivamente come posizione intermedia. I risultati evidenziano che il benessere dei bambini con background migratorio dipende da relazioni significative, riconoscimento e partecipazione. Le relazioni tra pari mostrano agency infantile attraverso aiuto reciproco. Le insegnanti risultano decisive: le pratiche più efficaci valorizzano linguaggi diversificati e lingue familiari. La tesi evidenzia infine la distanza tra principi dichiarati e pratiche quotidiane: l'interculturalità deve diventare dimensione strutturale della vita scolastica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/30971