La tesi esamina gli strumenti finanziari derivati nelle imprese italiane che applicano i principi contabili nazionali, collegando tre piani: rappresentazione contabile, trattamento fiscale e informativa di bilancio. Dopo la riforma del D.Lgs. 139/2015 i derivati sono iscritti in bilancio al fair value secondo l'OIC 32, che riprende nella sostanza l'impostazione dell'IFRS 9. Sul piano fiscale, la derivazione rafforzata rende la qualificazione di bilancio rilevante ai fini IRES (art. 112 TUIR). Ai fini IRAP, invece, i componenti dei derivati restano di regola esclusi dalla base imponibile. Particolare attenzione è dedicata al contenzioso sull'inerenza: la giurisprudenza pone a carico del contribuente la prova della finalità di copertura e la nota integrativa può risultare decisiva per l'esito del giudizio. L'analisi empirica riguarda due campioni di 50 società venete ciascuno, con bilancio ordinario e abbreviato, esercizio 2024. Nel campione ordinario l'indice di compliance normativa è pari al 77,4% e quello di disclosure volontaria al 54,0%; le lacune si concentrano sulle voci tecnicamente più complesse, come ad esempio il metodo di valutazione del fair value (16%). Le imprese familiari non forniscono meno informativa volontaria delle altre. Nel campione abbreviato il divario rispetto alle imprese maggiori è netto sulla disclosure volontaria (−11,6 punti), ma non è così marcato sulla compliance normativa (−2,8 punti). I risultati suggeriscono che le carenze derivino più dalla complessità del principio che da una scarsa propensione alla trasparenza, e indicano l'opportunità di un regime informativo più graduato.

Aspetti contabili e fiscali degli strumenti finanziari derivati

MOSCHETTI, MADDALENA
2025/2026

Abstract

La tesi esamina gli strumenti finanziari derivati nelle imprese italiane che applicano i principi contabili nazionali, collegando tre piani: rappresentazione contabile, trattamento fiscale e informativa di bilancio. Dopo la riforma del D.Lgs. 139/2015 i derivati sono iscritti in bilancio al fair value secondo l'OIC 32, che riprende nella sostanza l'impostazione dell'IFRS 9. Sul piano fiscale, la derivazione rafforzata rende la qualificazione di bilancio rilevante ai fini IRES (art. 112 TUIR). Ai fini IRAP, invece, i componenti dei derivati restano di regola esclusi dalla base imponibile. Particolare attenzione è dedicata al contenzioso sull'inerenza: la giurisprudenza pone a carico del contribuente la prova della finalità di copertura e la nota integrativa può risultare decisiva per l'esito del giudizio. L'analisi empirica riguarda due campioni di 50 società venete ciascuno, con bilancio ordinario e abbreviato, esercizio 2024. Nel campione ordinario l'indice di compliance normativa è pari al 77,4% e quello di disclosure volontaria al 54,0%; le lacune si concentrano sulle voci tecnicamente più complesse, come ad esempio il metodo di valutazione del fair value (16%). Le imprese familiari non forniscono meno informativa volontaria delle altre. Nel campione abbreviato il divario rispetto alle imprese maggiori è netto sulla disclosure volontaria (−11,6 punti), ma non è così marcato sulla compliance normativa (−2,8 punti). I risultati suggeriscono che le carenze derivino più dalla complessità del principio che da una scarsa propensione alla trasparenza, e indicano l'opportunità di un regime informativo più graduato.
2025
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