L’aumento degli eventi catastrofali in assenza di assicurazione danneggia economicamente famiglie, imprese e in ultima istanza anche lo Stato, che con un incremento della spesa pubblica è tenuto a fronteggiare il c.d. insurance protection gap. Questo fenomeno, particolarmente diffuso in Italia, ha portato all’introduzione di un nuovo obbligo di assicurazione a carico delle imprese, c.d. clientela Corporate, al fine di risolvere il fallimento del mercato assicurativo dato dalla selezione avversa. A proposito di quest’ultima vengono illustrate altre soluzioni sia endogene che esogene, al mercato stesso, che possono essere combinate per garantire un’allocazione del rischio più efficiente tra consumatori e assicuratori. Quando, invece, i danni derivanti da questi eventi vengono assicurati le conseguenze portano essenzialmente ad un aumento dei sinistri da liquidare, a carico delle imprese di assicurazione, e ad un aumento dei premi che i contraenti dovranno pagare, a seguito del loro ricalcolo. La presente proposta di ricerca si prefigge di valutare e stimare il possibile impatto sulla reddittività, e sul bilancio in generale, dei rischi climatici e del nuovo obbligo assicurativo sia per le imprese che per le banche e le imprese di assicurazione danni (anche in termini di Solvency Capital Requirement e tolleranza dei rischi di sottoscrizione assunti). Nonché si approfondisce l’eventuale revisione di governance, ciclo produttivo e fase di liquidazione dei sinistri delle assicurazioni (per evitarne la congestione) e l’impatto sulle finanze pubbliche. Gli eventi catastrofali producono effetti di larga scala su sicurezza alimentare e idrica, salute umana, economia e società sempre più frequenti e disastrosi, in termini di entità dei danni, per via del progressivo aumento della temperatura globale. Generalmente i rischi ESG (Environmental, Social and Governance), tra cui appunto quelli climatici, associati a questi eventi si manifestano attraverso le tradizionali categorie di rischio (operativo, di credito, ecc.) che vanno ad essere così incrementate sia per gli intermediari finanziari che per le imprese industriali in sede di valutazione del loro merito creditizio. Le imprese di assicurazione, in particolare, stanno implementando interventi di contingency e piani di azione a medio/lungo termine (forward-looking) per adattare il loro processo assicurativo alla legislazione in vigore, a partire dal secondo pilastro (governance) della direttiva europea Solvency II, con analisi di scenario e matrici di materialità. Tra le soluzioni più efficaci per favorire la resilienza a rischi operativi, reputazionali e legali legati alle esposizioni ai rischi climatici, si trova il ricorso alla riassicurazione nei confronti di imprese di assicurazione di maggiori dimensioni e più diversificate. Dopo aver introdotto il tema dei rischi climatici, l’elaborato cerca di dimostrare tramite lo sviluppo di un modello di regressione logistica la potenziale significatività delle misure di rischio idrogeologico, ossia il grado di esposizione delle imprese a questi eventi, nei confronti del loro rischio di default. Una volta presentato l’output ottenuto dal modello, i risultati verranno confrontati con altre evidenze empiriche pubblicate che illustrano l’impatto sia dei rischi fisici che di transizione, nonché suggeriscono framework idonei per la loro gestione in ambito assicurativo. Infine, la ricerca si conclude entrando nel merito del nuovo obbligo assicurativo per le imprese con sede legale in Italia, mettendo in luce le eventuali controversie legali di questi nuovi interventi normativi.
Imprese e rischi catastrofali: dalla selezione avversa al nuovo obbligo assicurativo
FRASSON, MARTA
2025/2026
Abstract
L’aumento degli eventi catastrofali in assenza di assicurazione danneggia economicamente famiglie, imprese e in ultima istanza anche lo Stato, che con un incremento della spesa pubblica è tenuto a fronteggiare il c.d. insurance protection gap. Questo fenomeno, particolarmente diffuso in Italia, ha portato all’introduzione di un nuovo obbligo di assicurazione a carico delle imprese, c.d. clientela Corporate, al fine di risolvere il fallimento del mercato assicurativo dato dalla selezione avversa. A proposito di quest’ultima vengono illustrate altre soluzioni sia endogene che esogene, al mercato stesso, che possono essere combinate per garantire un’allocazione del rischio più efficiente tra consumatori e assicuratori. Quando, invece, i danni derivanti da questi eventi vengono assicurati le conseguenze portano essenzialmente ad un aumento dei sinistri da liquidare, a carico delle imprese di assicurazione, e ad un aumento dei premi che i contraenti dovranno pagare, a seguito del loro ricalcolo. La presente proposta di ricerca si prefigge di valutare e stimare il possibile impatto sulla reddittività, e sul bilancio in generale, dei rischi climatici e del nuovo obbligo assicurativo sia per le imprese che per le banche e le imprese di assicurazione danni (anche in termini di Solvency Capital Requirement e tolleranza dei rischi di sottoscrizione assunti). Nonché si approfondisce l’eventuale revisione di governance, ciclo produttivo e fase di liquidazione dei sinistri delle assicurazioni (per evitarne la congestione) e l’impatto sulle finanze pubbliche. Gli eventi catastrofali producono effetti di larga scala su sicurezza alimentare e idrica, salute umana, economia e società sempre più frequenti e disastrosi, in termini di entità dei danni, per via del progressivo aumento della temperatura globale. Generalmente i rischi ESG (Environmental, Social and Governance), tra cui appunto quelli climatici, associati a questi eventi si manifestano attraverso le tradizionali categorie di rischio (operativo, di credito, ecc.) che vanno ad essere così incrementate sia per gli intermediari finanziari che per le imprese industriali in sede di valutazione del loro merito creditizio. Le imprese di assicurazione, in particolare, stanno implementando interventi di contingency e piani di azione a medio/lungo termine (forward-looking) per adattare il loro processo assicurativo alla legislazione in vigore, a partire dal secondo pilastro (governance) della direttiva europea Solvency II, con analisi di scenario e matrici di materialità. Tra le soluzioni più efficaci per favorire la resilienza a rischi operativi, reputazionali e legali legati alle esposizioni ai rischi climatici, si trova il ricorso alla riassicurazione nei confronti di imprese di assicurazione di maggiori dimensioni e più diversificate. Dopo aver introdotto il tema dei rischi climatici, l’elaborato cerca di dimostrare tramite lo sviluppo di un modello di regressione logistica la potenziale significatività delle misure di rischio idrogeologico, ossia il grado di esposizione delle imprese a questi eventi, nei confronti del loro rischio di default. Una volta presentato l’output ottenuto dal modello, i risultati verranno confrontati con altre evidenze empiriche pubblicate che illustrano l’impatto sia dei rischi fisici che di transizione, nonché suggeriscono framework idonei per la loro gestione in ambito assicurativo. Infine, la ricerca si conclude entrando nel merito del nuovo obbligo assicurativo per le imprese con sede legale in Italia, mettendo in luce le eventuali controversie legali di questi nuovi interventi normativi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Frasson_Marta_888511.pdf
non disponibili
Dimensione
1.88 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.88 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14247/30721