Il lavoro analizza empiricamente l'influenza dei punteggi ESG (Environmental, Social, Governance) sul merito creditizio, sul costo del debito e sulla probabilità di distress finanziario delle imprese italiane quotate, un mercato ancora scarsamente esplorato in questo ambito. Il campione comprende 310 imprese quotate su Euronext Milan nel periodo 2018-2024 (2.170 osservazioni panel), con dati da Bloomberg Terminal. Le ipotesi su merito creditizio (H1) e costo del debito (H2) sono verificate mediante modelli panel a effetti fissi a due vie; la probabilità di distress secondo Altman (H3) mediante regressioni logistiche binomiali. La robustezza è verificata scomponendo il punteggio ESG nei tre pillar, sostituendo la performance con la disclosure e introducendo termini quadratici. I risultati mostrano come il punteggio ESG aggregato non sia un predittore significativo del merito creditizio né, sul campione complessivo, del costo del debito, sebbene emerga un effetto positivo nel periodo post-pandemico. Per la probabilità di distress, l'aggregato non risulta significativo, ma la scomposizione per pillar isola un effetto protettivo della sola componente ambientale, mentre un termine quadratico rivela una relazione non lineare a U. L'evidenza offre quindi un supporto solo parziale al ruolo protettivo della sostenibilità sul rischio di credito, suggerendo che, nel contesto italiano, i punteggi ESG veicolino un segnale informativo ancora parziale per i creditori.

L'integrazione dei criteri ESG nella valutazione del rischio di credito. Merito creditizio, costo del debito e distress finanziario delle imprese italiane quotate.

FORESTAN, BEATRICE
2025/2026

Abstract

Il lavoro analizza empiricamente l'influenza dei punteggi ESG (Environmental, Social, Governance) sul merito creditizio, sul costo del debito e sulla probabilità di distress finanziario delle imprese italiane quotate, un mercato ancora scarsamente esplorato in questo ambito. Il campione comprende 310 imprese quotate su Euronext Milan nel periodo 2018-2024 (2.170 osservazioni panel), con dati da Bloomberg Terminal. Le ipotesi su merito creditizio (H1) e costo del debito (H2) sono verificate mediante modelli panel a effetti fissi a due vie; la probabilità di distress secondo Altman (H3) mediante regressioni logistiche binomiali. La robustezza è verificata scomponendo il punteggio ESG nei tre pillar, sostituendo la performance con la disclosure e introducendo termini quadratici. I risultati mostrano come il punteggio ESG aggregato non sia un predittore significativo del merito creditizio né, sul campione complessivo, del costo del debito, sebbene emerga un effetto positivo nel periodo post-pandemico. Per la probabilità di distress, l'aggregato non risulta significativo, ma la scomposizione per pillar isola un effetto protettivo della sola componente ambientale, mentre un termine quadratico rivela una relazione non lineare a U. L'evidenza offre quindi un supporto solo parziale al ruolo protettivo della sostenibilità sul rischio di credito, suggerendo che, nel contesto italiano, i punteggi ESG veicolino un segnale informativo ancora parziale per i creditori.
2025
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