La tutela delle acque sotterranee, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, è oggi una priorità imprescindibile, soprattutto nelle aree dove la vulnerabilità idrogeologica è più marcata. Il presente elaborato illustra lo studio e lo sviluppo di tre distinte reti di protezione dinamica, destinate alla salvaguardia degli acquiferi in altrettante macroaree gestite da Etra SpA, gestore del servizio idrico integrato, ed è stato sviluppato attraverso fasi successive. La base di partenza è stata fornita da un inquadramento multidisciplinare dell'area già realizzato dal gestore idrico; i risultati di tale indagine sono stati oggetto di una revisione e riorganizzazione al fine di isolare i dati di interesse per l'elaborato. Questa rielaborazione ha reso possibile l’identificazione di un modello concettuale del sottosuolo e l'analisi dei percorsi di flusso delle acque di falda. A questo si è affiancata un’analisi delle principali fonti di pressione presenti sul territorio, di origine agricola, civile e industriale. Per capire quanto fossero realmente vulnerabili i pozzi è stata poi condotta una campagna di sopralluoghi diretti su alcune delle opere di captazione attive all’interno delle macroaree, durante le quali sono state compilate checklist appositamente predisposte. Tutti i dati raccolti sono successivamente stati caricati in un software gestionale di utilizzo di Etra SpA, che ha permesso di costruire una matrice di rischio utile a pesare e ordinare per priorità le criticità individuate. Incrociando spazialmente la vulnerabilità intrinseca dell’acquifero, la pericolosità delle fonti di pressione e la matrice dei rischi, è stato possibile definire una strategia di monitoraggio calibrata sulle specificità di ciascun sito. Il risultato è l’individuazione e la geolocalizzazione dei punti più adatti per l’installazione di nuovi piezometri di controllo o l’utilizzo di alcuni già installati da integrare in una rete di protezione dinamica. Questa rete rappresenta la base per un sistema di early warning capace di rilevare tempestivamente eventuali contaminazioni, a tutela della sicurezza e della continuità del servizio idropotabile.
Piani di Sicurezza dell’Acqua: il ruolo dell’analisi delle fonti di pressione nelle aree di salvaguardia. Applicazione in una zona di fornitura del gestore Etra SpA SB
CARRARO, THOMAS
2025/2026
Abstract
La tutela delle acque sotterranee, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, è oggi una priorità imprescindibile, soprattutto nelle aree dove la vulnerabilità idrogeologica è più marcata. Il presente elaborato illustra lo studio e lo sviluppo di tre distinte reti di protezione dinamica, destinate alla salvaguardia degli acquiferi in altrettante macroaree gestite da Etra SpA, gestore del servizio idrico integrato, ed è stato sviluppato attraverso fasi successive. La base di partenza è stata fornita da un inquadramento multidisciplinare dell'area già realizzato dal gestore idrico; i risultati di tale indagine sono stati oggetto di una revisione e riorganizzazione al fine di isolare i dati di interesse per l'elaborato. Questa rielaborazione ha reso possibile l’identificazione di un modello concettuale del sottosuolo e l'analisi dei percorsi di flusso delle acque di falda. A questo si è affiancata un’analisi delle principali fonti di pressione presenti sul territorio, di origine agricola, civile e industriale. Per capire quanto fossero realmente vulnerabili i pozzi è stata poi condotta una campagna di sopralluoghi diretti su alcune delle opere di captazione attive all’interno delle macroaree, durante le quali sono state compilate checklist appositamente predisposte. Tutti i dati raccolti sono successivamente stati caricati in un software gestionale di utilizzo di Etra SpA, che ha permesso di costruire una matrice di rischio utile a pesare e ordinare per priorità le criticità individuate. Incrociando spazialmente la vulnerabilità intrinseca dell’acquifero, la pericolosità delle fonti di pressione e la matrice dei rischi, è stato possibile definire una strategia di monitoraggio calibrata sulle specificità di ciascun sito. Il risultato è l’individuazione e la geolocalizzazione dei punti più adatti per l’installazione di nuovi piezometri di controllo o l’utilizzo di alcuni già installati da integrare in una rete di protezione dinamica. Questa rete rappresenta la base per un sistema di early warning capace di rilevare tempestivamente eventuali contaminazioni, a tutela della sicurezza e della continuità del servizio idropotabile.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/30543