Le invasioni biologiche rappresentano oggi una delle principali minacce per la biodiversità globale. All’interno del bacino del Mar Mediterraneo, il granchio blu (Callinectes sapidus Rathbun, 1896) rientra tra le specie aliene invasive più dannose, caratterizzata da un drastico incremento dell'abbondanza lungo le coste italiane a partire dalla primavera del 2023. Questa proliferazione ha innescato severi impatti socioeconomici, in particolare nel settore della molluschicoltura dell'Alto Adriatico, e ambientali, minacciando le comunità biologiche autoctone ed esercitando una forte pressione predatoria e competitiva sul granchio verde (Carcinus aestuarii Nardo, 1847). Il presente lavoro di tesi si propone di caratterizzare la dinamica invasiva di C. sapidus all'interno degli ecosistemi lagunari del Delta del Po Veneto, valutandone la distribuzione spaziale, lo stato di condizione somatica e le interazioni ecologiche con C. aestuarii. La ricerca si basa sull'analisi di campioni biologici raccolti dal gruppo di ricerca di ecologia animale del DAIS, durante le stagioni primaverile e autunnale del biennio 2024-2025 e la primavera del 2026, in 18 stazioni di monitoraggio, distribuite in cinque lagune. I campionamenti sono stati condotti tramite l'impiego di una sciabica da spiaggia di tipologia "da pesce novello". La distribuzione spazio-temporale delle due specie mostra maggiore abbondanza di granchio blu in primavera e nelle lagune di Barbamarco e Canarin, mentre il granchio verde è diffuso maggiormente nella laguna di Caleri. L’indice di condizione, riferito agli individui di granchio blu con una larghezza del carapace superiore ai 3 cm prelevati nel Delta del Po, risulta migliore nella primavera del 2024, per entrambi i sessi. Dal confronto con altri studi emerge che l’indice di condizione relativo, degli organismi campionati nel Delta del Po, risulta talvolta complessivamente migliore e talvolta complessivamente peggiore rispetto ad altri siti di campionamento. Queste evidenze possono essere ricondotte alle diverse condizioni ambientali e trofiche, alle quali gli individui delle popolazioni messe a confronto sono sottoposti, o al diverso stato di avanzamento della diffusione della specie e del suo sfruttamento.

Monitoraggio di Callinectes sapidus nelle lagune del Delta del Po: analisi della distribuzione, della condizione e confronto con la presenza di Carcinus aestuarii

PORETTO, NICOLA
2025/2026

Abstract

Le invasioni biologiche rappresentano oggi una delle principali minacce per la biodiversità globale. All’interno del bacino del Mar Mediterraneo, il granchio blu (Callinectes sapidus Rathbun, 1896) rientra tra le specie aliene invasive più dannose, caratterizzata da un drastico incremento dell'abbondanza lungo le coste italiane a partire dalla primavera del 2023. Questa proliferazione ha innescato severi impatti socioeconomici, in particolare nel settore della molluschicoltura dell'Alto Adriatico, e ambientali, minacciando le comunità biologiche autoctone ed esercitando una forte pressione predatoria e competitiva sul granchio verde (Carcinus aestuarii Nardo, 1847). Il presente lavoro di tesi si propone di caratterizzare la dinamica invasiva di C. sapidus all'interno degli ecosistemi lagunari del Delta del Po Veneto, valutandone la distribuzione spaziale, lo stato di condizione somatica e le interazioni ecologiche con C. aestuarii. La ricerca si basa sull'analisi di campioni biologici raccolti dal gruppo di ricerca di ecologia animale del DAIS, durante le stagioni primaverile e autunnale del biennio 2024-2025 e la primavera del 2026, in 18 stazioni di monitoraggio, distribuite in cinque lagune. I campionamenti sono stati condotti tramite l'impiego di una sciabica da spiaggia di tipologia "da pesce novello". La distribuzione spazio-temporale delle due specie mostra maggiore abbondanza di granchio blu in primavera e nelle lagune di Barbamarco e Canarin, mentre il granchio verde è diffuso maggiormente nella laguna di Caleri. L’indice di condizione, riferito agli individui di granchio blu con una larghezza del carapace superiore ai 3 cm prelevati nel Delta del Po, risulta migliore nella primavera del 2024, per entrambi i sessi. Dal confronto con altri studi emerge che l’indice di condizione relativo, degli organismi campionati nel Delta del Po, risulta talvolta complessivamente migliore e talvolta complessivamente peggiore rispetto ad altri siti di campionamento. Queste evidenze possono essere ricondotte alle diverse condizioni ambientali e trofiche, alle quali gli individui delle popolazioni messe a confronto sono sottoposti, o al diverso stato di avanzamento della diffusione della specie e del suo sfruttamento.
2025
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