La presente ricerca analizza il vaporetto veneziano oltre la sua funzione di mezzo di trasporto pubblico, interpretandolo come strumento fondamentale per svelare la città dalla prospettiva dell’acqua. Attraverso un’indagine etnografica sul campo, lo studio esplora le percezioni degli utenti, l’uso dello spazio e del tempo a bordo, nonché le dinamiche culturali, economiche e politiche che vi sottendono. Il battello è interpretato come uno spazio-tempo liminale sulla scia degli studi di Van Gennep, Turner e Roberts, superando il concetto di «non-luogo» di Augè; a ciò si integra la critica alla nozione di «terracentrism» dello storico del mare Rediker, per restituire centralità all’elemento acquatico. L’analisi interoggettiva e comportamentale delle pratiche a bordo supera le tradizionali categorizzazioni statistiche dell’utenza, arricchendosi di una riflessione sulle dimensioni sensoriali e sulle rappresentazioni artistiche e letterarie del mezzo. Il lavoro indaga anche il vaporetto come terreno di scontro tra residenti e turisti nell’ambito della critica al turismo di massa. Si indicano fenomeni come la mercificazione pubblicitaria e il turismo naturalistico incline allo «speciesism» di Singer che contribuiscono alla percezione di “Veniceland”, ovvero la trasformazione della città in un parco a tema. In contrasto di queste tendenze si segnalano forme di resistenza urbana ed ecoturismo sostenibile. Infine, applicando il concetto di «taskscape» di Ingold, la ricerca ricostruisce la storia dell’azienda di navigazione e l’evoluzione dei saperi incorporati dai lavoratori, delineando le continuità e le fratture nelle pratiche che modellano il paesaggio storico della Laguna di Venezia.
Un'etnografa in vaporetto. Prospettiva di Venezia dall'acqua
MAUGLIANI, LAURA
2025/2026
Abstract
La presente ricerca analizza il vaporetto veneziano oltre la sua funzione di mezzo di trasporto pubblico, interpretandolo come strumento fondamentale per svelare la città dalla prospettiva dell’acqua. Attraverso un’indagine etnografica sul campo, lo studio esplora le percezioni degli utenti, l’uso dello spazio e del tempo a bordo, nonché le dinamiche culturali, economiche e politiche che vi sottendono. Il battello è interpretato come uno spazio-tempo liminale sulla scia degli studi di Van Gennep, Turner e Roberts, superando il concetto di «non-luogo» di Augè; a ciò si integra la critica alla nozione di «terracentrism» dello storico del mare Rediker, per restituire centralità all’elemento acquatico. L’analisi interoggettiva e comportamentale delle pratiche a bordo supera le tradizionali categorizzazioni statistiche dell’utenza, arricchendosi di una riflessione sulle dimensioni sensoriali e sulle rappresentazioni artistiche e letterarie del mezzo. Il lavoro indaga anche il vaporetto come terreno di scontro tra residenti e turisti nell’ambito della critica al turismo di massa. Si indicano fenomeni come la mercificazione pubblicitaria e il turismo naturalistico incline allo «speciesism» di Singer che contribuiscono alla percezione di “Veniceland”, ovvero la trasformazione della città in un parco a tema. In contrasto di queste tendenze si segnalano forme di resistenza urbana ed ecoturismo sostenibile. Infine, applicando il concetto di «taskscape» di Ingold, la ricerca ricostruisce la storia dell’azienda di navigazione e l’evoluzione dei saperi incorporati dai lavoratori, delineando le continuità e le fratture nelle pratiche che modellano il paesaggio storico della Laguna di Venezia.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/30484