Il Museo delle Relazioni Interrotte (in croato Muzej Prekinutih Veza) è un ente privato che dal 2006 raccoglie, custodisce ed espone anonimamente oggetti ordinari, ceduti da persone sparpagliate nel mondo e accompagnati da un breve testo che evoca le relazioni passate ancora ingarbugliate in quegli oggetti. Questa tesi esplora le corrispondenze affettive e trasformative tra oggetti e persone nel contesto del Museo delle Relazioni Interrotte, riflettendo su tre fasi particolari del percorso biografico delle cose. L’esplorazione comincia prendendo in considerazione gli oggetti donati e le esperienze vissute dalle loro proprietarie durante il processo liminale di cessione delle cose e di scrittura del testo di accompagnamento ad esse. Il percorso prosegue poi con un’osservazione degli oggetti diventati parte della collezione del Museo, oggetti archiviati ma anche messi in mostra; viene analizzata la pratica curatoriale affettiva attraverso cui i co-fondatori del Museo e la direttrice della collezione danno forma all’esposizione museale. L’itinerario si conclude esaminando il percorso di visita e le modalità attraverso cui le visitatrici esperiscono in maniera affettiva gli oggetti esposti e lo spazio che essi abitano. Attraverso un intreccio tra le voci raccolte sul campo e la letteratura antropologica, questa tesi si addentra nella trama affettiva che lega e trasforma le cose, le persone e lo spazio museale.
Corrispondenze e trasformazioni. Un’etnografia degli oggetti donati, esposti e vissuti al Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria
BATTISTUTTA, CLAUDIA
2025/2026
Abstract
Il Museo delle Relazioni Interrotte (in croato Muzej Prekinutih Veza) è un ente privato che dal 2006 raccoglie, custodisce ed espone anonimamente oggetti ordinari, ceduti da persone sparpagliate nel mondo e accompagnati da un breve testo che evoca le relazioni passate ancora ingarbugliate in quegli oggetti. Questa tesi esplora le corrispondenze affettive e trasformative tra oggetti e persone nel contesto del Museo delle Relazioni Interrotte, riflettendo su tre fasi particolari del percorso biografico delle cose. L’esplorazione comincia prendendo in considerazione gli oggetti donati e le esperienze vissute dalle loro proprietarie durante il processo liminale di cessione delle cose e di scrittura del testo di accompagnamento ad esse. Il percorso prosegue poi con un’osservazione degli oggetti diventati parte della collezione del Museo, oggetti archiviati ma anche messi in mostra; viene analizzata la pratica curatoriale affettiva attraverso cui i co-fondatori del Museo e la direttrice della collezione danno forma all’esposizione museale. L’itinerario si conclude esaminando il percorso di visita e le modalità attraverso cui le visitatrici esperiscono in maniera affettiva gli oggetti esposti e lo spazio che essi abitano. Attraverso un intreccio tra le voci raccolte sul campo e la letteratura antropologica, questa tesi si addentra nella trama affettiva che lega e trasforma le cose, le persone e lo spazio museale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/30482