The present work analyzes the divestment phase in private equity, with a particular focus on the relationship between the work carried out on the company during the holding period and the market conditions encountered at the time of exit. The central question guiding this research is whether the outcome of a transaction primarily reflects the management strategy adopted by the fund or the timing of the exit. Following a summary of how private equity funds operate and the mechanisms of value creation, the paper examines divestment channels and the conditions that determine their feasibility. It then introduces macroeconomic factors and the theory of merger waves The empirical analysis considers transactions—primarily buyouts—carried out by private equity funds on Italian mid-market companies between 2017 and 2018 and tracked through to divestment. The concentration of investments within a two-year period allows for a comparison of transactions initiated under similar conditions but concluded in different market contexts. The companies are grouped into different profiles based on various characteristics, in order to distinguish transactions conducted according to an industrial strategy from those based primarily on leverage. For each profile, we examine the financial and balance sheet performance between acquisition and divestment, the divestment channel, and market conditions at the time of divestment. The economic climate is of particular importance. Each divestiture is placed within the phase of the acquisition cycle in which it occurred and within the macroeconomic context of that year. The market’s contribution to returns is isolated by comparing the estimated result based on a constant multiple with the result obtained using the prevailing multiple in the year of divestment. This reveals that economic conditions affect the realized value to a limited and relatively uniform extent, and that years of heightened market activity do not coincide with higher returns: external conditions appear to influence primarily the timing and manner of divestment. The study provides a classification of Italian private equity transactions according to the management model adopted and a comparison of outcomes among the identified profiles, analyzed in light of the exit channel and the market context. It emerges that the outcome appears to be primarily associated with the path taken by the company during the holding period rather than with the timing of the exit.

Il presente lavoro analizza la fase di disinvestimento nel private equity, con particolare attenzione al rapporto fra il lavoro svolto sull'impresa durante il periodo di detenzione e le condizioni di mercato incontrate al momento dell'uscita. La domanda che guida la ricerca è se l'esito di un'operazione rifletta principalmente la strategia di gestione adottata dal fondo oppure il momento in cui l'uscita è avvenuta. Dopo una sintesi del funzionamento dei fondi di private equity e dei meccanismi di creazione di valore, il lavoro esamina i canali di disinvestimento e le condizioni che ne determinano la praticabilità. Introduce poi i fattori macroeconomici e la teoria delle ondate di acquisizioni (c.d. "merger waves") L'analisi empirica considera le operazioni, prevalentemente di buy out, realizzate da fondi di private equity su imprese italiane del mid-market fra il 2017 e il 2018 e seguite fino al disinvestimento. La concentrazione degli ingressi in un biennio consente di confrontare operazioni avviate in condizioni simili ma concluse in contesti di mercato differenti. Le imprese sono raggruppate in diversi profili costruiti sulla base di diverse caratteristiche, così da distinguere le operazioni condotte secondo un disegno industriale da quelle fondate prevalentemente sulla leva. Per ciascun profilo si osservano l'andamento economico e patrimoniale fra ingresso e uscita, il canale di disinvestimento e le condizioni di mercato all'uscita. Particolare rilievo assume la congiuntura economica. Ogni cessione è collocata nella fase del ciclo delle acquisizioni in cui è avvenuta e nel quadro macroeconomico dell'anno. Il contributo del mercato al rendimento è isolato confrontando il risultato stimato a multiplo costante con quello ottenuto al multiplo prevalente nell'anno di cessione. Ne emerge che la congiuntura incide sul valore realizzato in misura contenuta e relativamente uniforme, e che gli anni di maggiore attività del mercato non coincidono con rendimenti più elevati: le condizioni esterne sembrano influire soprattutto sul momento e sulle modalità del disinvestimento. Il lavoro restituisce una classificazione delle operazioni di private equity italiane secondo il modello di gestione adottato e il confronto degli esiti fra i profili individuati, letti alla luce del canale di uscita e del contesto di mercato. Ne emerge che il risultato appare associato in misura prevalente al percorso seguito dall'impresa durante la detenzione più che al momento dell'uscita.

Il ruolo del disinvestimento nel processo di creazione di valore del private equity tra condizioni di mercato e canali di exit

CALIGIURI, PIETRO
2025/2026

Abstract

The present work analyzes the divestment phase in private equity, with a particular focus on the relationship between the work carried out on the company during the holding period and the market conditions encountered at the time of exit. The central question guiding this research is whether the outcome of a transaction primarily reflects the management strategy adopted by the fund or the timing of the exit. Following a summary of how private equity funds operate and the mechanisms of value creation, the paper examines divestment channels and the conditions that determine their feasibility. It then introduces macroeconomic factors and the theory of merger waves The empirical analysis considers transactions—primarily buyouts—carried out by private equity funds on Italian mid-market companies between 2017 and 2018 and tracked through to divestment. The concentration of investments within a two-year period allows for a comparison of transactions initiated under similar conditions but concluded in different market contexts. The companies are grouped into different profiles based on various characteristics, in order to distinguish transactions conducted according to an industrial strategy from those based primarily on leverage. For each profile, we examine the financial and balance sheet performance between acquisition and divestment, the divestment channel, and market conditions at the time of divestment. The economic climate is of particular importance. Each divestiture is placed within the phase of the acquisition cycle in which it occurred and within the macroeconomic context of that year. The market’s contribution to returns is isolated by comparing the estimated result based on a constant multiple with the result obtained using the prevailing multiple in the year of divestment. This reveals that economic conditions affect the realized value to a limited and relatively uniform extent, and that years of heightened market activity do not coincide with higher returns: external conditions appear to influence primarily the timing and manner of divestment. The study provides a classification of Italian private equity transactions according to the management model adopted and a comparison of outcomes among the identified profiles, analyzed in light of the exit channel and the market context. It emerges that the outcome appears to be primarily associated with the path taken by the company during the holding period rather than with the timing of the exit.
2025
Il presente lavoro analizza la fase di disinvestimento nel private equity, con particolare attenzione al rapporto fra il lavoro svolto sull'impresa durante il periodo di detenzione e le condizioni di mercato incontrate al momento dell'uscita. La domanda che guida la ricerca è se l'esito di un'operazione rifletta principalmente la strategia di gestione adottata dal fondo oppure il momento in cui l'uscita è avvenuta. Dopo una sintesi del funzionamento dei fondi di private equity e dei meccanismi di creazione di valore, il lavoro esamina i canali di disinvestimento e le condizioni che ne determinano la praticabilità. Introduce poi i fattori macroeconomici e la teoria delle ondate di acquisizioni (c.d. "merger waves") L'analisi empirica considera le operazioni, prevalentemente di buy out, realizzate da fondi di private equity su imprese italiane del mid-market fra il 2017 e il 2018 e seguite fino al disinvestimento. La concentrazione degli ingressi in un biennio consente di confrontare operazioni avviate in condizioni simili ma concluse in contesti di mercato differenti. Le imprese sono raggruppate in diversi profili costruiti sulla base di diverse caratteristiche, così da distinguere le operazioni condotte secondo un disegno industriale da quelle fondate prevalentemente sulla leva. Per ciascun profilo si osservano l'andamento economico e patrimoniale fra ingresso e uscita, il canale di disinvestimento e le condizioni di mercato all'uscita. Particolare rilievo assume la congiuntura economica. Ogni cessione è collocata nella fase del ciclo delle acquisizioni in cui è avvenuta e nel quadro macroeconomico dell'anno. Il contributo del mercato al rendimento è isolato confrontando il risultato stimato a multiplo costante con quello ottenuto al multiplo prevalente nell'anno di cessione. Ne emerge che la congiuntura incide sul valore realizzato in misura contenuta e relativamente uniforme, e che gli anni di maggiore attività del mercato non coincidono con rendimenti più elevati: le condizioni esterne sembrano influire soprattutto sul momento e sulle modalità del disinvestimento. Il lavoro restituisce una classificazione delle operazioni di private equity italiane secondo il modello di gestione adottato e il confronto degli esiti fra i profili individuati, letti alla luce del canale di uscita e del contesto di mercato. Ne emerge che il risultato appare associato in misura prevalente al percorso seguito dall'impresa durante la detenzione più che al momento dell'uscita.
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