La presente tesi di laurea si propone di indagare il fenomeno della morte e del culto degli antenati nella società giapponese, esaminando le trasformazioni storiche, culturali e ideologiche che tali pratiche hanno subito da tempi remoti sino al periodo contemporaneo. A partire da una riflessione teorica sull'antropologia della morte, questo lavoro analizza la costruzione culturale del defunto nella tradizione nipponica, le dinamiche sincretiche tra Shintō e Buddhismo, e il ruolo centrale che il culto degli antenati riveste nella costruzione sociale dell'identità - individuale, familiare e collettiva. Il cuore della ricerca è dedicato alla progressiva trasposizione del culto ancestrale dalla sfera domestica a quella nazionale, una rielaborazione che ha contribuito a trasformare una pratica devozionale domestica in uno strumento di legittimazione ideologica. A partire dall'epoca Meiji - e in particolar modo nelle successive epoche Taishō e Shōwa - la grammatica simbolica del culto degli antenati è stata rielaborata dallo Stato verso la costruzione di una memoria collettiva incentrata sugli eirei (英霊), gli spiriti degli militari caduti in guerra, e istituzionalizzata attraverso la rete degli shōkonsha e dei gokoku jinja. Il lavoro si conclude con la presentazione di un caso studio etnografico condotto presso il Kōra Taisha e lo Yamakawa Shōkonsha di Kurume (prefettura di Fukuoka, Kyūshū), attraverso cui è stato possibile esplorare le sfumature locali di questo culto e la sua persistenza nel Giappone contemporaneo.
Morte, antenati e memoria. Dal culto ancestrale alla glorificazione degli eirei: trasformazioni rituali e costruzione dell'identità nel Giappone moderno e contemporaneo
BATTISTELLA, ELISABETTA
2025/2026
Abstract
La presente tesi di laurea si propone di indagare il fenomeno della morte e del culto degli antenati nella società giapponese, esaminando le trasformazioni storiche, culturali e ideologiche che tali pratiche hanno subito da tempi remoti sino al periodo contemporaneo. A partire da una riflessione teorica sull'antropologia della morte, questo lavoro analizza la costruzione culturale del defunto nella tradizione nipponica, le dinamiche sincretiche tra Shintō e Buddhismo, e il ruolo centrale che il culto degli antenati riveste nella costruzione sociale dell'identità - individuale, familiare e collettiva. Il cuore della ricerca è dedicato alla progressiva trasposizione del culto ancestrale dalla sfera domestica a quella nazionale, una rielaborazione che ha contribuito a trasformare una pratica devozionale domestica in uno strumento di legittimazione ideologica. A partire dall'epoca Meiji - e in particolar modo nelle successive epoche Taishō e Shōwa - la grammatica simbolica del culto degli antenati è stata rielaborata dallo Stato verso la costruzione di una memoria collettiva incentrata sugli eirei (英霊), gli spiriti degli militari caduti in guerra, e istituzionalizzata attraverso la rete degli shōkonsha e dei gokoku jinja. Il lavoro si conclude con la presentazione di un caso studio etnografico condotto presso il Kōra Taisha e lo Yamakawa Shōkonsha di Kurume (prefettura di Fukuoka, Kyūshū), attraverso cui è stato possibile esplorare le sfumature locali di questo culto e la sua persistenza nel Giappone contemporaneo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29961