Il lavoro di tesi si propone di indagare il potenziale delle performing arts come strumento per favorire l’inclusione, il benessere relazionale e il dialogo interculturale all’interno dell’ambiente scolastico contemporaneo in Italia. In un panorama educativo caratterizzato da una crescente eterogeneità culturale e sociale, la scuola è chiamata a individuare metodologie capaci di valorizzare le differenze e rispondere ai bisogni dei bambini, promuovendo partecipazione e appartenenza. L’indagine mira a individuare la capacità delle pratiche performative di configurarsi come “spazi sicuri”, ovvero contesti protetti in cui bambini e ragazzi possono sperimentare l’espressione del sé senza il timore del giudizio. Attraverso l’uso del corpo, del movimento e di attività che stimolano la creatività, le arti performative favoriscono la comunicazione, la costruzione di relazioni positive e il riconoscimento reciproco, contribuendo sia all’inclusione di alunni provenienti da differenti background culturali sia al coinvolgimento di bambini con BES, che manifestano timidezza, difficoltà relazionali o situazioni di fragilità legate al contesto familiare. L’elaborato approfondirà come la dimensione della performance possa sostenere lo sviluppo dell’autostima, educare all’empatia e alla gestione dei conflitti, garantendo a ogni studente la possibilità di sentirsi parte integrante della comunità scolastica. L’obiettivo finale della ricerca è mostrare come l’integrazione di laboratori performativi nei curricoli scolastici possa rappresentare una risposta pedagogica efficace ai processi di inclusione e partecipazione, promuovendo una cultura dell’accoglienza e del benessere fin dalla giovane età.
Performing arts come spazio sicuro: pratiche pedagogiche per l’inclusione e il benessere relazionale nel contesto scolastico
BORLINA, TERESA
2025/2026
Abstract
Il lavoro di tesi si propone di indagare il potenziale delle performing arts come strumento per favorire l’inclusione, il benessere relazionale e il dialogo interculturale all’interno dell’ambiente scolastico contemporaneo in Italia. In un panorama educativo caratterizzato da una crescente eterogeneità culturale e sociale, la scuola è chiamata a individuare metodologie capaci di valorizzare le differenze e rispondere ai bisogni dei bambini, promuovendo partecipazione e appartenenza. L’indagine mira a individuare la capacità delle pratiche performative di configurarsi come “spazi sicuri”, ovvero contesti protetti in cui bambini e ragazzi possono sperimentare l’espressione del sé senza il timore del giudizio. Attraverso l’uso del corpo, del movimento e di attività che stimolano la creatività, le arti performative favoriscono la comunicazione, la costruzione di relazioni positive e il riconoscimento reciproco, contribuendo sia all’inclusione di alunni provenienti da differenti background culturali sia al coinvolgimento di bambini con BES, che manifestano timidezza, difficoltà relazionali o situazioni di fragilità legate al contesto familiare. L’elaborato approfondirà come la dimensione della performance possa sostenere lo sviluppo dell’autostima, educare all’empatia e alla gestione dei conflitti, garantendo a ogni studente la possibilità di sentirsi parte integrante della comunità scolastica. L’obiettivo finale della ricerca è mostrare come l’integrazione di laboratori performativi nei curricoli scolastici possa rappresentare una risposta pedagogica efficace ai processi di inclusione e partecipazione, promuovendo una cultura dell’accoglienza e del benessere fin dalla giovane età.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29923