La seguente tesi ha come tema l’opera friulana di Raimondo D’Aronco, analizzata come espressione significativa della sua ricerca architettonica e come contributo originale allo sviluppo dell’architettura tra fine Ottocento e inizio Novecento. Raimondo D’Aronco può essere considerato un architetto di punta tra i due secoli, in grado di operare su scala internazionale, come attesta l’intensa attività architettonica svolta in Turchia come architetto del sultano Abdül Hamit II, ma anche in grado di mantenere un forte legame con il territorio d’origine. La sua attività in Friuli consente di osservare come un linguaggio architettonico aggiornato e sperimentale venga declinato in relazione alle tradizioni costruttive locali, ai materiali e alle esigenze del contesto. L’angolatura adottata dalla presente tesi si concentra proprio su questo dialogo tra innovazione e tradizione, analizzando come l’opus friulano sia parte imprescindibile dell’identità architettonica di D’Aronco. Il metodo di analisi impiegato è comparativo, si mira a svolgere un’analisi formale delle opere, delineando lo stile, i materiali impiegati e la loro committenza, per poi comparare quelle che possono essere le influenze stilistiche e formali, contestualizzandole sia dal punto di vista del territorio, sia da quello storico e cercando di fornire un’analisi completa anche per quanto riguarda lo stato attuale delle architetture.
Raimondo D'Aronco in Friuli
PERTOLDI, ANNA
2025/2026
Abstract
La seguente tesi ha come tema l’opera friulana di Raimondo D’Aronco, analizzata come espressione significativa della sua ricerca architettonica e come contributo originale allo sviluppo dell’architettura tra fine Ottocento e inizio Novecento. Raimondo D’Aronco può essere considerato un architetto di punta tra i due secoli, in grado di operare su scala internazionale, come attesta l’intensa attività architettonica svolta in Turchia come architetto del sultano Abdül Hamit II, ma anche in grado di mantenere un forte legame con il territorio d’origine. La sua attività in Friuli consente di osservare come un linguaggio architettonico aggiornato e sperimentale venga declinato in relazione alle tradizioni costruttive locali, ai materiali e alle esigenze del contesto. L’angolatura adottata dalla presente tesi si concentra proprio su questo dialogo tra innovazione e tradizione, analizzando come l’opus friulano sia parte imprescindibile dell’identità architettonica di D’Aronco. Il metodo di analisi impiegato è comparativo, si mira a svolgere un’analisi formale delle opere, delineando lo stile, i materiali impiegati e la loro committenza, per poi comparare quelle che possono essere le influenze stilistiche e formali, contestualizzandole sia dal punto di vista del territorio, sia da quello storico e cercando di fornire un’analisi completa anche per quanto riguarda lo stato attuale delle architetture.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29794