This thesis examines how conservation data can function as cultural objects and how they contribute to the construction of landscape memory. It focuses on the ‘Progetto pilota “Prati a Narciso”’(Pilot Project “Daffodil Meadows”), a biodiversity conservation initiative developed around the Col Artent–Col Moscher ridge in Borgo Valbelluna, northern Italy. The study analyses three internal monitoring reports produced between 2019 and 2025, approaching them not as neutral records of scientific and technical practice, but as cultural texts shaped by ecological observation, traditional agricultural practices, local knowledge, institutional frameworks, and community care. Through close reading, comparative document analysis, and the development of original visualisations, the thesis investigates how monitoring practices, classification systems, maps, labour records, photographs, and textual descriptions produce a specific vision of the meadow and encode cultural traces. The reports therefore become infrastructures of memory, linking the practical maintenance of the site to it's cultural production as a meaningful landscape. The thesis draws on critical data studies (Kitchin, Bowker, Scott), memory studies (Assmann, Stedman), landscape anthropology (Ingold), media studies (Galasso, Gitelman), and theories of care and situated knowledge (De La Bellacasa, Haraway).

La tesi esamina il modo in cui i dati di conservazione possano funzionare come oggetti culturali e contribuire alla costruzione della memoria del paesaggio. Il lavoro si concentra sul ‘Progetto pilota “Prati a Narciso”’, un’iniziativa di conservazione della biodiversità sviluppata lungo il crinale Col Artent-Col Moscher, nel Comune di Borgo Valbelluna, in Veneto. Lo studio analizza tre report interni prodotti tra il 2019 e il 2025, considerandoli non come registrazioni neutrali di pratiche scientifiche e tecniche, ma come testi culturali plasmati dall’osservazione ecologica, dalle pratiche agricole tradizionali, dai saperi locali, dai quadri istituzionali e da forme di cura comunitaria. Attraverso una lettura ravvicinata, un’analisi comparativa dei documenti e lo sviluppo di visualizzazioni, la tesi indaga come le pratiche di monitoraggio, i sistemi di classificazione, le mappe, i registri del lavoro, le fotografie e le descrizioni testuali producano una specifica visione del paesaggio e vi iscrivano tracce culturali. I report diventano quindi infrastrutture di memoria, collegando la manutenzione concreta dei Prati a Narciso alla loro produzione culturale come paesaggio significativo. La tesi attinge agli studi critici sui dati (Kitchin, Bowker, Scott), agli studi della memoria (Assmann, Stedman), all’antropologia del paesaggio (Ingold), ai media studies (Galasso, Gitelman) e alle teorie della cura e della conoscenza situata (Puig de la Bellacasa, Haraway).

Conservation Data as Cultural Practice: Landscape Memory, Care, and the Daffodil Meadows of Borgo Valbelluna

OLIVIER, STELLA
2025/2026

Abstract

This thesis examines how conservation data can function as cultural objects and how they contribute to the construction of landscape memory. It focuses on the ‘Progetto pilota “Prati a Narciso”’(Pilot Project “Daffodil Meadows”), a biodiversity conservation initiative developed around the Col Artent–Col Moscher ridge in Borgo Valbelluna, northern Italy. The study analyses three internal monitoring reports produced between 2019 and 2025, approaching them not as neutral records of scientific and technical practice, but as cultural texts shaped by ecological observation, traditional agricultural practices, local knowledge, institutional frameworks, and community care. Through close reading, comparative document analysis, and the development of original visualisations, the thesis investigates how monitoring practices, classification systems, maps, labour records, photographs, and textual descriptions produce a specific vision of the meadow and encode cultural traces. The reports therefore become infrastructures of memory, linking the practical maintenance of the site to it's cultural production as a meaningful landscape. The thesis draws on critical data studies (Kitchin, Bowker, Scott), memory studies (Assmann, Stedman), landscape anthropology (Ingold), media studies (Galasso, Gitelman), and theories of care and situated knowledge (De La Bellacasa, Haraway).
2025
La tesi esamina il modo in cui i dati di conservazione possano funzionare come oggetti culturali e contribuire alla costruzione della memoria del paesaggio. Il lavoro si concentra sul ‘Progetto pilota “Prati a Narciso”’, un’iniziativa di conservazione della biodiversità sviluppata lungo il crinale Col Artent-Col Moscher, nel Comune di Borgo Valbelluna, in Veneto. Lo studio analizza tre report interni prodotti tra il 2019 e il 2025, considerandoli non come registrazioni neutrali di pratiche scientifiche e tecniche, ma come testi culturali plasmati dall’osservazione ecologica, dalle pratiche agricole tradizionali, dai saperi locali, dai quadri istituzionali e da forme di cura comunitaria. Attraverso una lettura ravvicinata, un’analisi comparativa dei documenti e lo sviluppo di visualizzazioni, la tesi indaga come le pratiche di monitoraggio, i sistemi di classificazione, le mappe, i registri del lavoro, le fotografie e le descrizioni testuali producano una specifica visione del paesaggio e vi iscrivano tracce culturali. I report diventano quindi infrastrutture di memoria, collegando la manutenzione concreta dei Prati a Narciso alla loro produzione culturale come paesaggio significativo. La tesi attinge agli studi critici sui dati (Kitchin, Bowker, Scott), agli studi della memoria (Assmann, Stedman), all’antropologia del paesaggio (Ingold), ai media studies (Galasso, Gitelman) e alle teorie della cura e della conoscenza situata (Puig de la Bellacasa, Haraway).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/29790