Il lavoro di ricerca si propone di analizzare la rete di rapporti culturali, politici e teorici che sottende al Dialogo sopra i due Massimi Sistemi del mondo con un occhio di riguardo ad uno dei suoi tre interlocutori. Lo studio dell’opera di Galileo, basato su una lettura integrale del testo, parte dal presupposto che il Dialogo, oltre a dirci molto sul nostro modo di concepire l’universo, sa anche suggerire diverse dinamiche sulla realtà culturale di cui è figlio. La scelta del personaggio è legata proprio a questa ragione: Simplicio, affianco a Salviati e Sagredo, non regge in serietà, appare come uno sciocco, dogmatico, tolemaico e ortodossamente peripatetico, eppure ci dice moltissimo su quanto è cambiata la mentalità. Proporre una rilettura dei suoi interventi, procedendo lungo le quattro giornate, non vuol dire farne l’avvocato, e nemmeno salvarne il pensiero, quanto piuttosto capire le ragioni profonde di cui egli è portavoce, ragioni che all’epoca erano largamente radicate nel pensiero dell'élite culturale. Per questo motivo cimentarsi in questa analisi significa compiere una ricerca al negativo rispetto alla novitas del Dialogo: Simplicio, pur nella sua comicità artefatta è la figura che meglio rappresenta lo scarto della rivoluzione concettuale galileiana rispetto al pensiero costituito. O, potremmo dire, il personaggio che esemplifica meglio il modo in cui Galileo stesso aveva concepito e colto questa differenza: la portata del proprio apporto rivoluzionario.
Le ragioni del Simplicio galileiano: salvare i fenomeni nei Massimi Sistemi
TAGLIAPIETRA, MARTINA BENEDETTA
2025/2026
Abstract
Il lavoro di ricerca si propone di analizzare la rete di rapporti culturali, politici e teorici che sottende al Dialogo sopra i due Massimi Sistemi del mondo con un occhio di riguardo ad uno dei suoi tre interlocutori. Lo studio dell’opera di Galileo, basato su una lettura integrale del testo, parte dal presupposto che il Dialogo, oltre a dirci molto sul nostro modo di concepire l’universo, sa anche suggerire diverse dinamiche sulla realtà culturale di cui è figlio. La scelta del personaggio è legata proprio a questa ragione: Simplicio, affianco a Salviati e Sagredo, non regge in serietà, appare come uno sciocco, dogmatico, tolemaico e ortodossamente peripatetico, eppure ci dice moltissimo su quanto è cambiata la mentalità. Proporre una rilettura dei suoi interventi, procedendo lungo le quattro giornate, non vuol dire farne l’avvocato, e nemmeno salvarne il pensiero, quanto piuttosto capire le ragioni profonde di cui egli è portavoce, ragioni che all’epoca erano largamente radicate nel pensiero dell'élite culturale. Per questo motivo cimentarsi in questa analisi significa compiere una ricerca al negativo rispetto alla novitas del Dialogo: Simplicio, pur nella sua comicità artefatta è la figura che meglio rappresenta lo scarto della rivoluzione concettuale galileiana rispetto al pensiero costituito. O, potremmo dire, il personaggio che esemplifica meglio il modo in cui Galileo stesso aveva concepito e colto questa differenza: la portata del proprio apporto rivoluzionario.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29781