La tesi in oggetto si propone di analizzare in maniera approfondita la disciplina delle cosiddette società di comodo partendo dall’evoluzione dell’impianto legislativo che nel corso degli anni è stato oggetto di continue modifiche. La ratio alla base di tale normativa è quella di scoraggiare e penalizzare la costituzione e il verificarsi di società “senza impresa”, ossia entità non operative che, utilizzando lo schermo societario per il solo fine di amministrare i patrimoni personali dei soci, sfuggono all’ imposizione prevista per la reale categoria di reddito prodotto e si avvalgono delle norme apparentemente più favorevoli previste per la tassazione delle società commerciali. Per contrastare questo fenomeno, il legislatore ha introdotto un meccanismo di determinazione presuntiva del reddito, basato sull’applicazione di specifici coefficienti di redditività. Questa disciplina coinvolge le società che non raggiungono un determinato limite di ricavi presunti e, fino al periodo di imposta 2021, anche quelle che risultavano essere in perdita sistematica. La normativa delle società di comodo ha generato, e continua a generare, importanti dibattiti in dottrina e giurisprudenza circa il reale obiettivo di contrasto di comportamenti elusivi da parte del legislatore e le modalità di individuazione delle società non operative. Questa tesi ha l’obiettivo di analizzare in modo critico la disciplina delle società di comodo, valutandone le conseguenze pratiche e gli effetti, anche di tipo costituzionale, che derivano dalla normativa anche alla luce delle più recenti modifiche normative.
La disciplina delle società di comodo
KERPACI, ROVENA
2025/2026
Abstract
La tesi in oggetto si propone di analizzare in maniera approfondita la disciplina delle cosiddette società di comodo partendo dall’evoluzione dell’impianto legislativo che nel corso degli anni è stato oggetto di continue modifiche. La ratio alla base di tale normativa è quella di scoraggiare e penalizzare la costituzione e il verificarsi di società “senza impresa”, ossia entità non operative che, utilizzando lo schermo societario per il solo fine di amministrare i patrimoni personali dei soci, sfuggono all’ imposizione prevista per la reale categoria di reddito prodotto e si avvalgono delle norme apparentemente più favorevoli previste per la tassazione delle società commerciali. Per contrastare questo fenomeno, il legislatore ha introdotto un meccanismo di determinazione presuntiva del reddito, basato sull’applicazione di specifici coefficienti di redditività. Questa disciplina coinvolge le società che non raggiungono un determinato limite di ricavi presunti e, fino al periodo di imposta 2021, anche quelle che risultavano essere in perdita sistematica. La normativa delle società di comodo ha generato, e continua a generare, importanti dibattiti in dottrina e giurisprudenza circa il reale obiettivo di contrasto di comportamenti elusivi da parte del legislatore e le modalità di individuazione delle società non operative. Questa tesi ha l’obiettivo di analizzare in modo critico la disciplina delle società di comodo, valutandone le conseguenze pratiche e gli effetti, anche di tipo costituzionale, che derivano dalla normativa anche alla luce delle più recenti modifiche normative.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29767