Tradizionalmente il male nella storia dell'arte è stato rappresentato attraverso figure riconoscibili, personificazioni demoniache o narrazioni legate alla colpa e alla punizione. La presente ricerca propone una prospettiva differente, indagando il paesaggio e l'architettura dipinta tra Barocco e Romanticismo come possibili luoghi di manifestazione del negativo. Attraverso il dialogo tra storia dell'arte, estetica e teoria della percezione, l'indagine mostra come il negativo possa emergere attraverso atmosfere, rovine e fenomeni naturali capaci di suscitare inquietudine e fascinazione. Partendo dalle riflessioni sul sublime, sull'empatia estetica e sul rapporto tra immagine e osservatore, la ricerca esamina opere di Nicolas Poussin, François de Nomé, Salvator Rosa, Leonardo Coccorante, Hubert Robert, Caspar David Friedrich e John Martin, evidenziando come il paesaggio acquisisca progressivamente un ruolo autonomo nella costruzione di significati emotivi e simbolici. Attraverso questi esempi, il paesaggio si rivela non soltanto oggetto di contemplazione, ma anche uno spazio capace di dare forma visibile a tensioni, paure e interrogativi che attraversano l'esperienza umana.
Il male nei paesaggi e architetture dipinte come esperienza estetica, tra Barocco e Romanticismo
COCO, SABRINA
2025/2026
Abstract
Tradizionalmente il male nella storia dell'arte è stato rappresentato attraverso figure riconoscibili, personificazioni demoniache o narrazioni legate alla colpa e alla punizione. La presente ricerca propone una prospettiva differente, indagando il paesaggio e l'architettura dipinta tra Barocco e Romanticismo come possibili luoghi di manifestazione del negativo. Attraverso il dialogo tra storia dell'arte, estetica e teoria della percezione, l'indagine mostra come il negativo possa emergere attraverso atmosfere, rovine e fenomeni naturali capaci di suscitare inquietudine e fascinazione. Partendo dalle riflessioni sul sublime, sull'empatia estetica e sul rapporto tra immagine e osservatore, la ricerca esamina opere di Nicolas Poussin, François de Nomé, Salvator Rosa, Leonardo Coccorante, Hubert Robert, Caspar David Friedrich e John Martin, evidenziando come il paesaggio acquisisca progressivamente un ruolo autonomo nella costruzione di significati emotivi e simbolici. Attraverso questi esempi, il paesaggio si rivela non soltanto oggetto di contemplazione, ma anche uno spazio capace di dare forma visibile a tensioni, paure e interrogativi che attraversano l'esperienza umana.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29708