La presente tesi mira ad analizzare il ruolo dello Stato del Qatar nella politica mediorientale contemporanea, con particolare attenzione al nesso tra risorse energetiche, diplomazia e costruzione del potere regionale. Inserendosi nel dibattito teorico sui small states, l’analisi intende dimostrare come il Qatar, pur caratterizzato da dimensioni territoriali e demografiche limitate, sia riuscito ad emergere come attore influente nel sistema internazionale attraverso un uso strategico delle proprie risorse. Lo studio si sviluppa evidenziando innanzitutto il ruolo della rendita energetica e dell’interdipendenza economica come fondamento della proiezione internazionale del Qatar, nonché come elemento centrale nella costruzione di relazioni e alleanze sia a livello regionale che globale. In questo quadro, la mediazione emerge come uno degli strumenti principali della politica estera qatariota, sostenuta da un uso combinato della diplomazia, delle risorse finanziarie e degli incentivi economici, che consentono a Doha di accrescere la propria capacità di influenza. Particolare rilievo assume il contesto mediorientale, soprattutto nel periodo successivo alle Primavere Arabe, segnato da dinamiche di competizione regionale e dalla crisi del Golfo del 2017, fino al coinvolgimento del Qatar nel conflitto israelo-palestinese. Tali sviluppi evidenziano come la mediazione sia strettamente intrecciata al posizionamento strategico dello Stato. Nel complesso, il modello qatariota si caratterizza per una natura ambivalente: da un lato, la mediazione contribuisce a rafforzare il profilo internazionale del Paese e ad accrescerne la visibilità; dall’altro, espone il Qatar a tensioni regionali e mette in luce fragilità strutturali che emergono soprattutto nel medio-lungo periodo.
Energia, mediazione e potere regionale: lo Stato del Qatar nella politica mediorientale contemporanea
PAPA, ANTONELLA
2025/2026
Abstract
La presente tesi mira ad analizzare il ruolo dello Stato del Qatar nella politica mediorientale contemporanea, con particolare attenzione al nesso tra risorse energetiche, diplomazia e costruzione del potere regionale. Inserendosi nel dibattito teorico sui small states, l’analisi intende dimostrare come il Qatar, pur caratterizzato da dimensioni territoriali e demografiche limitate, sia riuscito ad emergere come attore influente nel sistema internazionale attraverso un uso strategico delle proprie risorse. Lo studio si sviluppa evidenziando innanzitutto il ruolo della rendita energetica e dell’interdipendenza economica come fondamento della proiezione internazionale del Qatar, nonché come elemento centrale nella costruzione di relazioni e alleanze sia a livello regionale che globale. In questo quadro, la mediazione emerge come uno degli strumenti principali della politica estera qatariota, sostenuta da un uso combinato della diplomazia, delle risorse finanziarie e degli incentivi economici, che consentono a Doha di accrescere la propria capacità di influenza. Particolare rilievo assume il contesto mediorientale, soprattutto nel periodo successivo alle Primavere Arabe, segnato da dinamiche di competizione regionale e dalla crisi del Golfo del 2017, fino al coinvolgimento del Qatar nel conflitto israelo-palestinese. Tali sviluppi evidenziano come la mediazione sia strettamente intrecciata al posizionamento strategico dello Stato. Nel complesso, il modello qatariota si caratterizza per una natura ambivalente: da un lato, la mediazione contribuisce a rafforzare il profilo internazionale del Paese e ad accrescerne la visibilità; dall’altro, espone il Qatar a tensioni regionali e mette in luce fragilità strutturali che emergono soprattutto nel medio-lungo periodo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29486