La ricerca indaga in che modo un museo costruisca il proprio radicamento territoriale. Sul piano teorico, analizza il percorso con cui il dibattito museologico contemporaneo ha ridefinito il museo da contenitore di oggetti a soggetto attivo; un vero e proprio nodo sociale. Sul piano empirico, assume la Peggy Guggenheim Collection di Venezia come caso studio: un museo privato a governance internazionale e forte vocazione turistica, la cui origine resta tuttavia legata a una scelta di radicamento veneziano compiuta dalla stessa Peggy Guggenheim — tensione che rende il caso particolarmente istruttivo. Ricostruito l'assetto istituzionale della PGC e le pratiche con cui essa ha costruito, in oltre vent'anni, il proprio rapporto con Venezia e le sue comunità, se ne estraggono quattro coordinate trasferibili: la collezione come radice identitaria del territorio; l'ascolto dei ritmi e dei bisogni delle comunità abitanti come bussola per la programmazione; la co-progettazione, cioè la costruzione condivisa — non la semplice apertura — di percorsi partecipativi con la comunità di riferimento; la sostenibilità concepita insieme alla programmazione, e non rincorsa quando questa è già definita. Ricavate da un solo caso secondo la logica della generalizzazione analitica, queste coordinate costituiscono una griglia di domande, la cui tenuta resta in ogni caso da verificare in altri contesti istituzionali.

Il museo come agente di radicamento territoriale. Caso studio: Peggy Guggenheim Collection

PAULIS, ILARIA
2025/2026

Abstract

La ricerca indaga in che modo un museo costruisca il proprio radicamento territoriale. Sul piano teorico, analizza il percorso con cui il dibattito museologico contemporaneo ha ridefinito il museo da contenitore di oggetti a soggetto attivo; un vero e proprio nodo sociale. Sul piano empirico, assume la Peggy Guggenheim Collection di Venezia come caso studio: un museo privato a governance internazionale e forte vocazione turistica, la cui origine resta tuttavia legata a una scelta di radicamento veneziano compiuta dalla stessa Peggy Guggenheim — tensione che rende il caso particolarmente istruttivo. Ricostruito l'assetto istituzionale della PGC e le pratiche con cui essa ha costruito, in oltre vent'anni, il proprio rapporto con Venezia e le sue comunità, se ne estraggono quattro coordinate trasferibili: la collezione come radice identitaria del territorio; l'ascolto dei ritmi e dei bisogni delle comunità abitanti come bussola per la programmazione; la co-progettazione, cioè la costruzione condivisa — non la semplice apertura — di percorsi partecipativi con la comunità di riferimento; la sostenibilità concepita insieme alla programmazione, e non rincorsa quando questa è già definita. Ricavate da un solo caso secondo la logica della generalizzazione analitica, queste coordinate costituiscono una griglia di domande, la cui tenuta resta in ogni caso da verificare in altri contesti istituzionali.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/29454