Lo studio della filosofia antica e delle correnti di pensiero che hanno edificato la società occidentale, tanto nelle sue prospettive etiche quanto nell’avanzamento delle sue ricerche scientifiche, ha come primaria responsabilità la ricostruzione fedele di tutto un albore filosofico, evitando di proiettare su di esso riflessioni anacronistiche. In tale ricerca sono imprescindibili le interazioni teoriche che si vengono ad instaurare tra pensatori storicamente, geograficamente e tematicamente vicini. Simili relazioni vanno riconosciute nel loro carattere, di volta in volta, polemico o tributario, al fine di restituirne un quadro il più nitido possibile. Nel presente lavoro mi propongo di guardare ad una tradizione filosofica fondamentale per lo sviluppo della scienza moderna, l’Atomismo antico, nella sua specifica presa di posizione riguardo alla nozione di vuoto, riscoprendone le premesse storiche e filosofiche. In questo senso la nozione è stata inizialmente esplorata nel Pitagorismo e nell’Eleatismo di Melisso di Samo, per cogliere gli antecedenti delle due funzioni del vuoto che emergono più chiaramente nella teoria Atomistica: come principio di separazione, distinzione e determinazione e come lo spazio in grado di ospitare il movimento atomico. L’indagine si serve in particolar modo della testimonianza aristotelica, che offre un’ampia prospettiva sulle difficoltà fisiche, ontologiche e gnoseologiche sollevate da questa nozione, esplorandone il grado di sussistenza, conoscibilità e funzionalità nell’impianto teorico dell’Atomismo.
Non-essere, vuoto, spazio: il concetto di «κενόν» nell'Atomismo antico
KEPOVA, DOBRINKA PLAMENOVA
2025/2026
Abstract
Lo studio della filosofia antica e delle correnti di pensiero che hanno edificato la società occidentale, tanto nelle sue prospettive etiche quanto nell’avanzamento delle sue ricerche scientifiche, ha come primaria responsabilità la ricostruzione fedele di tutto un albore filosofico, evitando di proiettare su di esso riflessioni anacronistiche. In tale ricerca sono imprescindibili le interazioni teoriche che si vengono ad instaurare tra pensatori storicamente, geograficamente e tematicamente vicini. Simili relazioni vanno riconosciute nel loro carattere, di volta in volta, polemico o tributario, al fine di restituirne un quadro il più nitido possibile. Nel presente lavoro mi propongo di guardare ad una tradizione filosofica fondamentale per lo sviluppo della scienza moderna, l’Atomismo antico, nella sua specifica presa di posizione riguardo alla nozione di vuoto, riscoprendone le premesse storiche e filosofiche. In questo senso la nozione è stata inizialmente esplorata nel Pitagorismo e nell’Eleatismo di Melisso di Samo, per cogliere gli antecedenti delle due funzioni del vuoto che emergono più chiaramente nella teoria Atomistica: come principio di separazione, distinzione e determinazione e come lo spazio in grado di ospitare il movimento atomico. L’indagine si serve in particolar modo della testimonianza aristotelica, che offre un’ampia prospettiva sulle difficoltà fisiche, ontologiche e gnoseologiche sollevate da questa nozione, esplorandone il grado di sussistenza, conoscibilità e funzionalità nell’impianto teorico dell’Atomismo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29401