Il presente lavoro di ricerca si propone di indagare il profondo legame che unisce Francesco Petrarca e Giacomo Leopardi, due tra le figure più autorevoli della tradizione italiana. Tale incontro, configurato come un dialogo duraturo cominciato quando il giovane Leopardi intraprende i propri studi alla scrivania di Recanati e proseguito lungo il corso della sua vita, viene proposto come un confronto che non subisce fratture, ma si trasforma negli anni alternando periodi di continuità ad altri di maggior distanza. Nel primo capitolo viene ricostruita la ricezione di Petrarca da parte di Leopardi attraverso lo spoglio dello Zibaldone, seguendo uno sviluppo tematico volto a mostrare quale fosse il ritratto che Leopardi si era dipinto di Petrarca. Nel secondo si affronta il legame con il Petrarca volgare, esaminando l'evoluzione di questo rapporto dai primi studi giovanili a Recanati fino al periodo più maturo. Ci si è quindi focalizzati sull’impresa dell’Interpretazione delle Rime per documentare, in contrasto con alcuni critici, come questo contatto filologico non avesse allontanato i due autori ma avesse contribuito all'evoluzione del loro rapporto. Infine, nel terzo, ci si è concentrati sul rapporto tra Leopardi e il Petrarca latino, focalizzandosi sulla traduzione leopardiana dell'Epystola II, 14 e sulla presentazione dell'innovativo studio di Ilaria Gallinaro a proposito del nesso tra il terzo libro del Secretum e Il Parini, ovvero della gloria.
Lirica dell’Io e frammentazione dell’animo: un dialogo tra Francesco Petrarca e Giacomo Leopardi
PICCINI, CAROLINA BENEDETTA
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro di ricerca si propone di indagare il profondo legame che unisce Francesco Petrarca e Giacomo Leopardi, due tra le figure più autorevoli della tradizione italiana. Tale incontro, configurato come un dialogo duraturo cominciato quando il giovane Leopardi intraprende i propri studi alla scrivania di Recanati e proseguito lungo il corso della sua vita, viene proposto come un confronto che non subisce fratture, ma si trasforma negli anni alternando periodi di continuità ad altri di maggior distanza. Nel primo capitolo viene ricostruita la ricezione di Petrarca da parte di Leopardi attraverso lo spoglio dello Zibaldone, seguendo uno sviluppo tematico volto a mostrare quale fosse il ritratto che Leopardi si era dipinto di Petrarca. Nel secondo si affronta il legame con il Petrarca volgare, esaminando l'evoluzione di questo rapporto dai primi studi giovanili a Recanati fino al periodo più maturo. Ci si è quindi focalizzati sull’impresa dell’Interpretazione delle Rime per documentare, in contrasto con alcuni critici, come questo contatto filologico non avesse allontanato i due autori ma avesse contribuito all'evoluzione del loro rapporto. Infine, nel terzo, ci si è concentrati sul rapporto tra Leopardi e il Petrarca latino, focalizzandosi sulla traduzione leopardiana dell'Epystola II, 14 e sulla presentazione dell'innovativo studio di Ilaria Gallinaro a proposito del nesso tra il terzo libro del Secretum e Il Parini, ovvero della gloria.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/29370